Lo scorso 24 ottobre è stato il giorno dell’operazione “Fish and drug”. I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e del Commissariato di Porto Empedocle, coordinati dalla Procura della Repubblica, sono stati impegnati ad eseguire 17 misure cautelari a carico di altrettanti indagati, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantità. Sono stati trasferiti in carcere 3 indagati, altri 6 sono stati ristretti ai domiciliari, e agli altri sono stati imposti obblighi di dimora, di divieto di dimora, e di presentazione alla polizia giudiziaria. Lo scorso 4 novembre la Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Sara Varazi, e il procuratore reggente, Salvatore Vella, ha reiterato al Tribunale del Riesame 23 misure cautelari, tra carcere, domiciliari e obbligo di dimora. Si tratta di 23 indagati per i quali il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, non ha ritenuto di applicare alcuna misura cautelare. Ebbene adesso il Tribunale del Riesame ha parzialmente accolto due richieste: a Camillo Attardo, 50 anni, di Favara, e a Giovanni Pirrera, 51 anni, di Favara, è stato imposto l’obbligo di firma. Per entrambi la Procura agrigentina aveva proposto il trasferimento in carcere.

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