Giuseppe Deni, è finita l’esame delle carte dell’Imolese. Cosa ha trovato nei conti rossoblù?

«Nei conti abbiamo trovato molte cose che non vanno, situazioni debitorie incancrenite che non ci aspettavamo. Siccome c’è un rapporto sereno con l’ex presidente De Sarlo credo che troveremo una quadra: ci aspettavamo una situazione diversa dell’Imolese che non è quella che ci aspettavamo. Nell’ambito di una dialettica serena che c’è con De Sarlo, credo che troveremo la quadra ed arriveremo ad una sintesi».

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Sono emerse situazioni inattese. Significa che le carte dell’Imolese non erano state controllate al momento dell’acquisto?

«No, i bilanci fotografano la situazione dell’anno prima. All’interno degli accordi è previsto il fatto che noi ci facciamo carico di tutta la situazione economico-societaria dal momento in cui è stato fatto il closing e questo è un aspetto chiaro, visto che l’italiano lo parliamo e lo capiamo tutti bene. La situazione debitoria quindi in quel momento deve essere libera: se lei mi vende un’automobile, deve essere libera di pregiudizi pregressi. Si usa così: se ci sono state cose che neppure De Sarlo sapeva, ci siederemo ad un tavolo e fra persone per bene ci si accorderà. Ci sono accordi formalizzati, visto l’ottimo rapporto che abbiamo ed essendo De Sarlo una persona per bene riteniamo che una sintesi si troverà».

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Questi “imprevisti” sono quelli che hanno bloccato ad ora tutta la parte relativa alla definizione del nuovo organigramma dell’Imolese?

«No, questo esula dalle nomine. Tecnicamente ci è stata ceduta la ADJ13 Promotion che nella sua totalità controlla il pacchetto azionario Imolese: il 28 ottobre facciamo il closing davanti al notaio di Battipaglia che invia la cessione di quote alla Camera di Commercio. Per legge la Camera di Commercio ha 30 giorni di tempo per poter catturare i dati, la scorsa settimana sono stati catturati nel senso che la “Deni-Callari e Associati” è la proprietaria delle quote della ADJ13 Promotion: a questo punto, l’atto è cambiare l’amministratore, aspettiamo che la pratica venga evasa per convocare l’assemblea di soci e fare il cambio dell’amministratore dell’Imolese. Il problema è quindi semplicemente di natura burocratica-amministrativa, finchè non abbiamo le nomine evase dalla Camera di Commercio le nostre mani sono legate: non è un problema della società Imolese».

La scoperta di questa situazione debitoria crea problemi nell’immediato all’Imolese?

«Non comporta nessun problema, significa che il socio deve intervenire su tutte quelle che sono le spese correnti e stiamo provvedendo pagando per esempio gli steward e le trasferte come Deni-Callari e associati perché in Imolese non c’è un centesimo di euro. Noi ci stiamo prendendo la briga di continuare a fare pagamenti».

Compresi gli stipendi della prima squadra, giusto?

«Certo. Gli stipendi di settembre e ottobre ad oggi non sono stati pagati non per colpa nostra. La norma federale dice che si devono pagare entro il 15 dicembre: se uno lavora deve essere pagato, di regola un lavoratore ogni mese va pagato. Faremo fronte a tutti gli impegni anche di natura erariale che sono molto pesanti».

Bisogna essere preoccupati per l’Imolese?

«No, non voglio creare allarmismo. Il presidente De Sarlo farà fronte a quelli che sono gli impegni che abbiamo normato nell’ambito dei nostri accordi, se così non fosse l’Imolese continuerà comunque la sua strada e noi faremo un percorso diverso di diritto privato, non sarà qualcosa che intaccherà l’Imolese».

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Avete parlato con Righi ed Antonioli. Cosa avete detto loro?

«Abbiamo parlato con tutti e detto di continuare: l’area tecnica ha fatto bene con le difficoltà che ci sono di una rosa giovane, ad oggi diciamo di andare avanti così. La legge del calcio ha le sue regole: è chiaro che se fra 2-3 settimane non porteremo a casa punti, allora è fisiologico l’intervento della società ma sarà semplicemente un intervento nel caso in cui la squadra vada male. Non è assolutamente questo il nostro intendimento: da domenica torneremo a fare punti e tutto si sistemerà».

Serie C da salvare e minutaggio giovani da perseguire. Come vi ponete?

«Dobbiamo creare un equilibrio. Al di là del minutaggio, è fondamentale salvare la categoria: se si possono abbinare le due cose, ben venga. Per noi la C deve essere salvaguardata: ora è prematuro parlare di mercato, ci sono tante dinamiche che ad oggi sono premature. Se dovremo decidere fra la categoria e fare il minutaggio, sceglieremo la categoria».

Insomma, se servirà, farete mercato a gennaio…

«Faremo valutazioni ed interverremo dove c’è necessità di intervenire. La società in tal senso ha uomini e mezzi per poter intervenire».

Il giorno del passaggio di consegne, De Sarlo vi invitò a mettere la questione legata ai contratti di Martone e Fontana fra le priorità. A che punto siamo?

«Io sono un tipo rispettoso di regole e norme. Non sono ancora titolato per parlare in nome e per conto dell’Imolese, siccome è questione di qualche giorno mi riservo di avere le deleghe necessarie per poter presentare un’eventuale proposta agli interessati. Ad oggi è prematuro perché in Lega la figura del presidente dell’Imolese è ancora quella di Antonio De Sarlo per le ragioni burocratiche che ho spiegato prima».

Quando si conoscerà il presidente dell’Imolese?

«Appena la Camera di Commercio ci darà potere di firma».

Il direttore generale è Luigi Conte. Ma ancora deve firmare il contratto, giusto?

«Conte è direttore generale in pectore non perché abbiamo titubanze ma perché tecnicamente non possiamo fare nessun contratto e perché De Sarlo non gliene ha fatto uno. Conte era un uomo della mia cordata, non avendo ancora potere di firma io non posso formalizzare ancora nessun contratto. Quando avremo le deleghe anche con Conte troveremo la sintesi»

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