Il sostituto procuratore di Genova, Federico Manotti, ha chiesto al Tribunale il rinvio a giudizio di Domenico Tripodi, 61 anni, capotreno, per l’ipotesi di reato di abbandono di persona incapace nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del boss di Sciacca, Salvatore “Totò” Di Gangi, 79 anni, deceduto dopo essere stato travolto da un treno la sera del 27 novembre del 2021. Il capomafia è stato scarcerato nel pomeriggio dal penitenziario di Asti, e avrebbe dovuto raggiungere Sciacca con alcuni treni. A Sciacca avrebbe scontato il resto della condanna agli arresti domiciliari, a causa delle sue precarie condizioni di salute. La Procura contesta al controllore, in servizio sull’Intercity Notte 35299, l’avere costretto a scendere l’anziano dal treno perché sprovvisto di Green Pass, e non avere avvisato la Polizia ferroviaria nonostante si trattasse di una persona invalida e che camminava aiutandosi con due stampelle. Di Gangi, appena giù dal treno, imboccò erroneamente il binario 20 della stazione Principe di Genova finendo in una galleria, dove fu travolto da un treno merci di passaggio. I familiari, tramite l’avvocato Luca Cianferoni, si sono costituiti parte civile contro l’imputato, Trenitalia e Rete Ferrovie Italia.

One thought on “Morte Di Gangi, verso il processo il capotreno”

  1. Il capotreno è indagato per l’abbandono di un anziano incapace aggravato dalla sua morte che non sarebbe avvenuta senza l’abbandono. Eppure il livello dei giornali italiani cerca di ribaltare la gravità estrema dell’episodio riportando la circostanza dell’essere la vittima un boss,.cosa che nulla ha a che vedere con il grave reato di cui è accusato il capotreno e con il clima di discriminazione che ha istigato il personale ferroviario a vessare i cittadini privi della tessera verde della discriminazione

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