La punta di un iceberg”, la definisce il giudice per le indagini preliminari di Palermo Ermelinda Marfia. La storia si ripete. Ad ogni inchiesta sul settore dei rifiuti e delle energie spuntano contatti, quantomeno anomali, fra funzionari pubblici e imprenditori. Non tutti configurano ipotesi di reato, ma di sicuro denotano un certo “modus operandi”. 

L’ultimo caso riguarda il funzionario dell’assessorato regionale all’Energia Marcello Asciuttoa cui il giudice ha imposto l’obbligo di dimora. Oltre ai rapporti con Sergio Vella, secondo l’accusa ammorbati dalla corruzione, spuntano quelli con altri imprenditori. Potrebbe anche esserci un archivio segreto conservato in un pen drive di cui si parla in intercettazioni di altre indgini. Asciutto dispensava consigli e offriva suggerimenti affinché le pratiche avessero un esito positivo. 

A lui si è rivolto, ad esempio, Francesco Failla, socio di un’impresa a Belpasso, in provincia di Catania, che aveva richiesto alcune autorizzazioni. La pratica sarebbe così finita sul tavolo di un collega di Asciutto piuttosto che di un altro che (sarà un caso?) veniva considerato da evitare. Il tutto dopo dopo che Asciutto disse: “Dobbiamo riscrivere tutto“. Nel frattempo stampava dei documenti in ufficio. “Cazzo… vai a prendere ste cose nella stampante”, aggiunse Asciutto a Failla che si trovava nella sua stanza. 

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Due anni fa è stata sequestra la Ecosider, società catanese attiva nella gestione di rifiuti inerti, di cui Failla è stato socio unico prima del fallimento. Un fallimento che sarebbe stato pilotato, solo dopo avere dilapidato il patrimonio sociale. Failla è stato socio accomandatario della Fg Group, con sede a Belpasso, e liquidatore della Futura Ambiente, con sede a Catania. Sono tutte imprese che si occupano di rifiuti.

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