Porto Empedocle, tra dissesto e riequilibrio
Buco da oltre 27 milioni di euro al Comune di Porto Empedocle: la giunta ricorre ad un piano di riequilibrio finanziario pluriennale per scongiurare il dissesto.
Al Comune di Porto Empedocle la Giunta ha deliberato un disavanzo tra entrate e uscite, ovvero un passivo, buco di bilancio o deficit, di 27.518.506 euro. Sindaco e assessori ritengono che si tratti di un disavanzo di rilevante gravità e dimensione. E per rimediare non bastano le misure ordinarie previste dalla legge, perché sarebbero non sufficienti, e pregiudicherebbero la continuità dei servizi pubblici essenziali. Dunque, per scongiurare il dissesto finanziario, il governo della Marina ha deliberato all’unanimità di ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, ossia una “medicina a rilascio prolungato del principio attivo”. Gradualmente si tamponerà la falla. Però si inizia subito. Parola d’ordine: austerità. Ancor prima che il Piano di rientro sia approvato dal Consiglio comunale, è stato imposto lo stop a spese non obbligatorie e non indispensabili. E poi: paletta rossa agli investimenti mancanti di una copertura finanziaria certa. Al setaccio saranno tutti i contratti in corso, i debiti, i contenziosi pendenti e i servizi comunali esternalizzati, affidati a personale non del Comune. Poi saranno incrementate le attività di recupero dei tributi non pagati. La giunta Martello ha già preventivato che, se nel corso dell’attuazione della procedura di riequilibrio, la stessa dovesse rivelarsi non sostenibile, allora si getterà la spugna e si dichiarerà bancarotta, il dissesto finanziario. Adesso il Piano è sui tavoli del Consiglio comunale e del Collegio dei revisori dei conti.
teleacras angelo ruoppolo



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