“Mandamento Lucca Sicula”: due condanne in Appello
L’inchiesta antimafia sul mandamento di Lucca Sicula, Ribera, Villafranca Sicula e Burgio: in Appello condannati Derelitto e Provenzano.
I giudici della terza sezione della Corte di Appello di Palermo, presieduta da Enzo Agate, hanno confermato la condanna a 10 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa a carico di Alberto Provenzano, 60 anni, di Burgio. E hanno ridotto la pena da 14 a 10 anni di carcere per Giovanni Derelitto, 75 anni, anche lui di Burgio e altrettanto imputato di mafia. A Derelitto, ritenuto il capomafia di Burgio e Provenzano il suo braccio destro, non è stata riconosciuta l’aggravante di avere commesso i presunti reati contestati durante il periodo in cui è stato sottoposto a misura di prevenzione. Entrambi sono giudicati in abbreviato nell’ambito di un’inchiesta della Procura antimafia di Palermo ruotante intorno al mandamento di Lucca Sicula, Ribera, Villafranca Sicula e Burgio. Lo scorso 22 giugno la Procura antimafia di Palermo, al termine della requisitoria al processo ordinario, ha proposto la condanna a 18 anni di reclusione per Salvatore Imbornone, 65 anni, di Lucca Sicula, presunto capo del mandamento. Poi 14 anni per Francesco Caramazza, 52 anni, di Favara. Poi 12 anni per Antonino Perricone, 54 anni, di Villafranca Sicula. Poi 4 anni e 6 mesi per Nicolò Riggio, 59 anni, di Burgio. E poi 3 anni e 4 mesi per il consigliere comunale di Lucca Sicula, Gabriele Mirabella, 40 anni. Stralciate e ancora al vaglio le posizioni di Giuseppe Maurello, 55 anni, di Lucca Sicula, e di Giacomo Bacino, 61 anni, di Burgio. Imbornone e Derelitto sarebbero i promotori e i maestri d’orchestra dell’associazione mafiosa incriminata, impegnata soprattutto a condizionare o a infiltrarsi negli appalti pubblici, e di cui sarebbero parte Francesco Caramazza, presunto affiliato alla famiglia mafiosa di Favara, Alberto Provenzano, Nicolò Riggio, del clan di Burgio, Antonino Perricone, a lavoro a Villafranca Sicula, e Giuseppe Maurello a Lucca Sicula. A Gabriele Mirabella e a Giacomo Bacino è contestato il favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato la mafia, contribuendo ad eludere le indagini e facilitando lo svolgimento delle riunioni. Tra gli appalti turbati documentati dai Carabinieri vi sarebbe stata la costruzione della rete fognaria di Ribera, affidata ad un’impresa di Favara, legata a Francesco Caramazza. E poi nel mirino i lavori di manutenzione sulla strada provinciale 32, sulla strada di collegamento Bivio Imperatore – Ponte Pedano, sulla provinciale 47 tra Villafranca Sicula, Ribera, Lucca Sicula e Burgio.
teleacras angelo ruoppolo




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