Ancora testimonianze di Giovanni Brusca

Giovanni Brusca è stato ascoltato al processo a carico del presunto favoreggiatore dei Graviano e calunniatore di Giletti, Salvatore Baiardo.

Baiardo e Messina Denaro

Giovanni Brusca è stato ascoltato a Firenze al processo a carico di Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna, in provincia di Novara, inquisito per favoreggiamento dei fratelli Graviano di Brancaccio Palermo e di calunnia a danno del conduttore Tv Massimo Giletti. Brusca tra l’altro ha affermato: “Dopo le stragi del ’92 e ’93, discutendo con Leoluca Bagarella, prospettammo di usarle come strumento politico per agevolare politicamente Berlusconi. Tramite Vittorio Mangano gli mandammo un messaggio, una minaccia, ovvero che, qualora non fosse stato di aiuto per noi, sarebbero esplose altre bombe, e lui sarebbe stato politicamente in difficoltà. Non sono a conoscenza di nulla sui rapporti economici e patrimoniali di Berlusconi prima del ’93. Solo dopo, da discorsi di altri boss, ho appreso in modo generico di suoi investimenti con altri soggetti. Berlusconi con le sue imprese pagava il pizzo. Inizialmente ho aderito nel ’93-’94 al progetto politico del partito ‘Sicilia Libera’. Poi, avendo ricevuto informazioni negative, mi sono ritirato. A me risulta che nel partito entrò anche Giuseppe Graviano. Matteo Messina Denaro mi ha confidato che, durante una giocata a poker dopo l’arresto di Bagarella nel ’95, Graviano raccontò di avere visto al polso di Berlusconi un orologio da 500 milioni di lire. E’ stata la prima volta che io sono stato così a conoscenza di un contatto tra Graviano e Berlusconi. Io peraltro sono appassionato di orologi, e ho ritenuto il racconto credibile”. Poi, a domanda se fosse stato a conoscenza che i fratelli Graviano dopo l’attentato a Borsellino si fossero trasferiti latitanti al nord, Giovanni Brusca ha risposto: “Non lo so. Fino alla strage di Capaci li ho visti, li ho visti fino a due, tre sere prima dall’attentato a Borsellino. Su dove fossero i Graviano ho saputo da Messina Denaro che erano al nord, che si erano divertiti, che facevano la bella vita. Messina Denaro al nord era stato ospite dei fratelli Graviano, si parlava di ville affittate al nord”. 

Leoluca Bagarella

L’avvocato della famiglia Berlusconi, Giorgio Perroni, replica: “L’inattendibilità delle dichiarazioni di Brusca a proposito di Berlusconi è già stata accertata in altre precedenti sentenze: le sue parole sono state scartate dai giudici per la loro ‘fortissima ambiguità’, per le nettissime contraddizioni con altri incontrovertibili dati processuali, e sono state definite ‘del tutto inconsistenti ai fini probatori’, anche perché provenienti da un soggetto che ‘non ha voluto fornire uno spontaneo e leale contributo all’accertamento della verità’.

angelo ruoppolo teleacras

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