Agrigento fuori controllo: pignorano i conti dei cittadini senza avviso. Una vergogna firmata da chi governa


Agrigento è impazzita. Non c’è altro modo per definire ciò che sta accadendo in città: un Comune che, anziché tutelare i propri cittadini, li umilia, li abbandona e li colpisce nel modo più vile possibile — pignorando i conti correnti a loro insaputa, per somme ridicole, con la complicità silenziosa di chi amministra e di chi ha detto sì a questo scempio.

Da giorni riceviamo segnalazioni di persone disperate, famiglie letteralmente rovinate da pignoramenti lampo eseguiti su mandato del Comune di Agrigento. E tutto ciò senza nemmeno un preavviso, senza un confronto, senza un minimo di umanità. Incaricata un’azienda esterna, che si sta comportando come un esattore senza scrupoli, pronta a bloccare i conti di chiunque risulti in debito, anche solo per 150 euro.

Sì, avete letto bene: centocinquanta euro. Per una cifra simile, vengono svuotati i conti correnti, azzerati i risparmi, colpite famiglie già fragili, persone che non riescono a comprare il latte per i propri figli. Tutto questo mentre il Comune e i suoi dirigenti si nascondono dietro la parola “legalità”, come se la legge potesse giustificare un atto di tale crudeltà sociale.

Ma dov’erano — e dove sono — i politici, gli assessori, i dirigenti e i consiglieri comunali che hanno approvato o difeso questa misura? Ecco alcuni dei nomi che hanno dato il loro voto favorevole: Alessandro Sollano, Davide Cacciatore, Giovanni Civiltà, Ilaria Settembrino, Claudia Alongi, Flavia Maria Contino, Sergio Burgio.

Possibile che nessuno si sia chiesto se dietro ogni codice fiscale ci sia una persona, una storia, una difficoltà concreta? Chi governa Agrigento dovrebbe vergognarsi. Chi ha sostenuto questa scelta dovrebbe dimettersi, oggi stesso.

Perché un’amministrazione che si accanisce sui più deboli non è degna di rappresentare una comunità.

Perché una città che affida il recupero crediti a ditte esterne senza controllare le conseguenze umane di tali azioni, è una città che ha perso completamente il senso della giustizia e della solidarietà.

E mentre il Comune colpisce chi non ha nulla, nessuno parla dei veri evasori, di chi deve centinaia di migliaia di euro e resta impunito. Lì nessun pignoramento, nessuna fretta, nessuna ditta “esterna” che corre a bloccare i conti.

Agrigento merita di meglio. Merita amministratori che capiscano la differenza tra chi non vuole pagare e chi non può pagare.

Quello che sta accadendo oggi non è solo una gestione vergognosa: è una violenza istituzionale, un abuso di potere travestito da burocrazia, una porcata senza precedenti.

E chi l’ha voluta, chi l’ha permessa, chi la difende — ne porterà la responsabilità morale davanti alla città.


in merito al nostro articolo arriva una nota del sindaco:

Il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, interviene a fronte di notizie diffuse relative a pignoramenti, da parte del Comune di Agrigento, sui conti correnti di cittadini per recuperare tributi non pagati. E afferma: “In queste ore vengono riportate testimonianze e segnalazioni riguardo l’attivazione di pignoramento su tributi comunali non pagati che meritano rispetto e attenzione. Comprendiamo le difficoltà di molte famiglie agrigentine e siamo consapevoli che la riscossione dei tributi, quando arriva dopo anni di silenzio o di disguidi, possa rappresentare un momento difficile. Ma è necessario distinguere tra le scelte amministrative del Comune e le modalità operative delle banche o di altri terzi pignorati. Il Comune di Agrigento, come già chiarito nei giorni scorsi, ha scelto di procedere alla riscossione diretta dei tributi non pagati, nel pieno rispetto della legge, per recuperare somme che appartengono alla collettività. Parliamo di circa 12 milioni di euro di mancati incassi risalenti al 2016, di cui solo un milione è stato finora recuperato. Per questo sono stati emessi 8.000 avvisi di pagamento, regolarmente notificati per il 95%, e solo 1.400 di questi hanno dato luogo, dopo tutte le procedure previste, all’attivazione di pignoramenti. Si tratta dunque di azioni mirate e proporzionate, non di una campagna indiscriminata. Il percorso di recupero proseguirà gradualmente per le annualità successive, nell’interesse della città e della correttezza fiscale. Tuttavia, nessuno deve essere lasciato solo nelle difficoltà. Per questo l’Amministrazione comunale: sta verificando i casi segnalati in cui i conti sarebbero stati bloccati integralmente; chiederà agli istituti di credito di attenersi rigorosamente ai limiti di legge che tutelano stipendi, pensioni e assegni di invalidità; attraverso gli uffici competenti, favorirà la sospensione temporanea o la rateizzazione nei casi di comprovata fragilità sociale. È importante ricordare che: nessun pignoramento può colpire il “minimo vitale”, cioè la parte di pensione o stipendio indispensabile alla sopravvivenza; nessuna azione viene avviata senza preavviso: ogni cittadino riceve prima l’avviso di accertamento e il sollecito di pagamento; le notifiche sono tracciate e verificabili, e chi ritiene di non aver ricevuto correttamente un atto può chiedere chiarimenti e copia presso l’Ufficio Tributi. La lotta all’evasione non può e non deve trasformarsi in un dramma sociale. Il nostro obiettivo non è colpire i cittadini, ma ristabilire giustizia fiscale e garantire risorse ai servizi. Lo faremo con fermezza, ma anche con umanità. Invitiamo chi ritiene di trovarsi in una situazione di difficoltà a rivolgersi direttamente al Comune per una verifica della propria posizione e per valutare insieme le soluzioni previste dal regolamento comunale. Ci riserviamo di comunicare pubblicamente ogni canale utilizzabile per i cittadini per risolvere le problematiche sorte. Ad Agrigento si sta cercando di costruire, pur in condizioni di gravi limiti e difficoltà, un’amministrazione più equa e moderna: rigore e solidarietà devono camminare insieme. Pagare le tasse è un dovere civico fondamentale, che permette alla comunità di funzionare e garantire servizi essenziali a tutti.”

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