Maxi frode fiscale in tutta Italia con la regia di un agrigentino
Le indagini hanno individuato la regia unitaria di un cittadino agrigentino, che, secondo l’accusa, gestiva l’intero sistema fraudolento. Questo individuo avrebbe trattenuto l’Iva indicata nelle fatture false, oltre a una commissione variabile tra il 5% e il 14% sugli importi fatturati. Le operazioni, attraverso le fatture per sponsorizzazioni inesistenti legate a gare automobilistiche mai svolte, consentivano alle aziende coinvolte di abbattere il reddito imponibile e ridurre le imposte dovute. Durante le indagini, è emerso che il presunto ideatore della frode ha anche reinvestito parte dei profitti in un’attività imprenditoriale nel Nord Italia, per la quale è stato denunciato per autoriciclaggio. A seguito di una perquisizione, sono stati sequestrati 305 mila euro in contante, di cui 225 mila custoditi in mazzette all’interno di sacchetti sottovuoto nascosti in un’intercapedine del sottoscala. Inoltre, su decreto del gip del Tribunale di Sciacca, sono stati sequestrati una villa di lusso ad Agrigento e quattro auto di grossa cilindrata, tra cui un’Audi Rs e una Bmw serie M. L’indagato ha richiesto di patteggiare la pena in udienza preliminare, con confisca di beni per un valore di circa 3 milioni di euro.



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