Voto di scambio politico – mafioso: condannato ex deputato

Severa condanna per l’aspirante deputato regionale nel 2022 Salvatore Ferrigno: la Corte d’Appello di Palermo gli ha inflitto 10 anni di carcere per scambio elettorale politico – mafioso. I dettagli.

Il 27 dicembre del 1985 un commando di palestinesi irruppe all’aeroporto di Fiumicino a Roma. I terroristi, armati di bombe e kalashnikov, uccisero 16 persone e ne ferirono oltre 70. Tra i feriti vi fu anche Salvatore Ferrigno, 66 anni, di Carini, raggiunto da una pioggia di fuoco. Lo Stato gli ha riconosciuto una invalidità. Adesso, 41 anni dopo, la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione inflitta a Ferrigno per scambio elettorale politico – mafioso. Lui è stato arrestato dai Carabinieri il 22 settembre del 2022, alla vigilia del voto per le elezioni Regionali, domenica 25 settembre. Lui è stato candidato, aspirante deputato nella lista per la provincia di Palermo dei “Popolari e Autonomisti – Noi con la Sicilia” di Raffaele Lombardo. Furono ammanettati anche il presunto boss Giuseppe Lo Duca, e poi Piera Loiacono, candidata alla Presidenza della Regione nel 2017, poi esclusa per irregolarità nella documentazione allegata alla candidatura. Lei sarebbe stata il ponte di collegamento tra Ferrigno e i mafiosi per l’acquisto del pacchetto di voti. Secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri coordinate dalla Procura, Salvatore Ferrigno avrebbe promesso favori e denaro a Giuseppe Lo Duca in cambio di voti. Agli atti dell’inchiesta vi sono anche fotografie, pedinamenti, e delle intercettazioni telefoniche e ambientali, alcune registrate pochi giorni prima dell’arresto. I Carabinieri sono stati impegnati ad indagare sui clan mafiosi della provincia di Palermo, e si sono imbattuti nelle conversazioni che incastrerebbero Ferrigno, Lo Duca e Loiacono. Per un pacchetto di voti sarebbero stati pretesi almeno 20mila euro, poi scontati fino a 5mila. Da alcune intercettazioni emergono conversazioni tra Ferrigno e la donna: “Piera… io posso corrispondere al momento di tre al massimo quattro paesi, e basta. E sono: Carini, Torretta, Cinisi, Terrasini”. Lei: “Bravo”. Lui: “Da lì io non mi sposto più perché non voglio più avanzare”. E poi altra conversazione tra Lo Duca e altri presunti mafiosi, che si riferirebbero alla spartizione del denaro di Ferrigno: “Vedi che a Cinisi gli presento 5.000, 1.500 tu e 1.500 io…non c’è niente da fare!”. E poi, altra conversazione intercettata: “Gli ho detto ‘con l’assegno non è possibile’. Perciò io gli ho detto ‘tu ce li devi dare in contanti’”.

teleacras angelo ruoppolo

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