“Corruzione alla Regione”: al vaglio quattro misure cautelari
L’inchiesta “Corruzione alla Regione”: proposte misure cautelari per Vetro, Lombardo, Aveni e Mangiapane. Sono stati interrogati preventivamente.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Filippo Serio, ha interrogato quattro nuovi indagati nell’ambito dell’inchiesta per corruzione aggravata già sfociata nell’arresto dell’imprenditore di Favara, Carmelo Vetro, e del dirigente alla Regione, Giancarlo Teresi. Salvatore Vetro, fratello di Carmelo, 38 anni, e Antonio Lombardo, 47, cognato di Carmelo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Salvatore Vetro possiede il 10% della società An.Sa, e Lombardo ne è amministratore di diritto. Secondo la Procura, Salvatore Vetro avrebbe partecipato al pagamento di una tangente di 1.500 euro a Teresi per ottenere l’affidamento del trasporto in discarica di 400 tonnellate di posidonia e sedimenti dal porto di Marinella di Selinunte. A Lombardo si contestano due episodi corruttivi legati ai lavori nei porti di Donnalucata e al ripascimento della spiaggia di Spinasanta e al trasporto della posidonia a Castelvetrano, pagando complessivamente 8.000 euro a Teresi insieme a Carmelo Vetro. Hanno risposto alle domande del giudice, invece, Giovanni Aveni, imprenditore titolare dell’impresa aggiudicataria degli appalti per la rimozione della posidonia, e Giuseppe Mangiapane, funzionario alla regionale che avrebbe seguito i lavori operativi. La Procura ha proposto il carcere per Aveni e gli arresti domiciliari per Vetro, Lombardo e Mangiapane. Teresi avrebbe intascato in totale 20.000 euro. Il giudice Serio si pronuncerà prossimamente sulle misure cautelari proposte.
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