“Corruzione”: invocata condanna Cannariato
Presunto accordo corruttivo tra l’imprenditore Cannariato e l’assessore regionale Amata: invocata una condanna in abbreviato. I dettagli.
Innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Walter Turturici, i pubblici ministeri Felice De Benedittis e Andrea Fusco hanno invocato la condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione a carico dell’imprenditrice Marcella Cannariato, giudicata in abbreviato per corruzione in un filone d’indagine che ha coinvolto anche il presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno. Lei è imputata insieme all’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, che ha scelto di essere giudicata in ordinario se all’udienza del prossimo 20 aprile sarà rinviata a giudizio. Amata avrebbe ricevuto da Cannariato vantaggi consistenti nell’assunzione del nipote Tommaso Paolucci e nel pagamento delle sue spese di alloggio in un Bed and breakfast a Palermo, in cambio di un decreto assessoriale di finanziamento pubblico di 30.000 euro a una manifestazione promossa dalla fondazione “Marisa Bellisario”, rappresentata dalla Cannariato, ex moglie del titolare di “Sicily by car”, Tommaso Dragotto. Amata ha dichiarato di avere caldeggiato l’assunzione per aiutare il nipote dopo un grave lutto familiare. Gli avvocati di entrambe le imputate hanno sempre negato accordi corruttivi, sottolineando, tra l’altro, che le chat acquisite in giudizio testimoniano rapporti di amicizia. La Procura le interpreta come prove di rapporti illeciti. Il verdetto atteso il 20 aprile produrrebbe anche degli effetti politici allorchè sbloccherebbe il rimescolamento delle carte degli assessori nella giunta Schifani a fronte, in particolare, di un eventuale rinvio a giudizio di Elvira Amata.
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