La Regione Siciliana dopo il referendum
In Sicilia del tutto esclusa l’ipotesi del voto anticipato dopo l’esito del referendum sulla Giustizia. Il sondaggio politico dell’agenzia Ansa.
Se a Roma molto sotto traccia serpeggia l’ipotesi del voto anticipato dopo la vittoria del “No” al referendum sulla riforma della giustizia, a Palermo invece non si prospettano minimamente scossoni del genere. Così è secondo l’agenzia Ansa, che ha sondato “ambienti” della Presidenza della Regione Siciliana. E ha tirato le somme. Così: “L’esito del voto va letto senza forzature politiche, perché non si è trattato di un voto identitario, né produce effetti sugli equilibri dei governi nazionale e regionale. E i cittadini si sono espressi su una riforma costituzionale, non su chi la sosteneva. Inoltre c’è la convinzione che ha prevalso, in larga parte dell’elettorato, una percezione di rischio rivelatasi infondata: l’idea che la modifica potesse rappresentare un indebolimento, se non un attentato, alla Costituzione. Quindi una lettura alimentata da una campagna in cui le ragioni del No hanno spesso fatto leva su argomentazioni semplificate, ma efficaci sul piano emotivo. E significativo, in tal senso, è stato il ritorno alle urne di una quota di elettori che normalmente non vota: una partecipazione motivata più dal timore che dall’adesione a un progetto. Insomma un voto di difesa, non di proposta, trasversale e difficilmente riconducibile agli schieramenti, su cui ha inciso anche il contesto internazionale segnato da conflitti e instabilità, che spinge verso la conservazione dello status quo piuttosto che verso il cambiamento. Resta, comunque, il punto centrale: i problemi della giustizia non vengono meno. La necessità di interventi resta e impone una riflessione seria per un sistema più equo ed efficace”.
teleacras angelo ruoppolo



Commento all'articolo