Inchiesta “Corruzione”: no arresti domiciliari per Vetro e Lombardo

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Filippo Serio, ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura di Palermo affinchè fossero arrestati ai domiciliari Salvatore Vetro, 38 anni, fratello dell’imprenditore di Favara pregiudicato per mafia, Carmelo Vetro, già arrestato il 10 marzo scorso per corruzione aggravata. E Antonio Lombardo, 47 anni, cognato di Carmelo Vetro. Entrambi, Salvatore Vetro e Antonio Lombardo, sono difesi dall’avvocato Giuseppe Barba. Il giudice Serio ha invece disposto gli arresti domiciliari per il funzionario regionale Francesco Mangiapane. E all’imprenditore messinese Giovanni Aveni ha imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’interdizione dallo svolgimento di attività di impresa per un anno. Alla società legata ai fratelli Vetro, la “An.Sa”, il giudice Serio ha imposto la misura interdittiva del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per un anno. Il giudice ha ritenuto non ricorrenti le esigenze cautelari a fronte delle contestazioni di reato. Infatti, a Salvatore Vetro è contestato solo un episodio di corruzione, risalente al marzo del 2025, quando avrebbe accompagnato il fratello Carmelo dal dirigente regionale Giancarlo Teresi, già arrestato, per consegnargli una tangente. Antonio Lombardo, invece, si sarebbe prestato solo come amministratore formale della società “An.Sa”, gestita sostanzialmente dal cognato Carmelo Vetro. Peraltro Antonio Lombardo non è più titolare della società. E Salvatore Vetro, dipendente della stessa società, è stato licenziato. Più nel dettaglio, Salvatore e Carmelo Vetro avrebbero pagato 1.500 euro a Teresi per l’affidamento dei lavori urgenti e indifferibili di dragaggio dei fondali del porto di Marinella di Selinunte. Antonio Lombardo, come amministratore della società “An.Sa”, e suo cognato Carmelo Vetro avrebbero pagato 8.000 euro a Teresi per ottenere l’appalto dei lavori urgenti di manutenzione straordinaria dei fondali del porto di Donnalucata e di ripascimento della spiaggia di Spinasanta. Lo stesso Teresi avrebbe intascato 20.000 euro per l’affidamento del servizio di trasporto e conferimento in discarica a Castelvetrano della posidonia prelevata col dragaggio, e di monitoraggio ambientale.

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