Racalmuto interrogazione del consigliere Petrotto
Chi attualmente, da quasi due anni, amministra in malo modo Racalmuto, non sopporta alcuna forma di dissenso ed è capace di negare anche le più chiare e lampanti evidenze. Se consideriamo le condizioni disastrate di due fontane iconiche di Racalmuto, quella del Raffo e quella di Li Malati, quest’ultima addirittura totalmente franata e che costituisce un enorme pericolo pubblico, il sindaco, con la faccia tosta che si ritrova, negherà, dirà che non è vero niente.
Che a Racalmuto
non funziona nulla e che si è costretti a pagare le tasse comunali, quali IMU e tassa sui rifiuti, tra le più care d’Italia, comunque non lo devo scoprire io. Basta viverci qualche giorno per rendersene conto.
Da quasi due anni l’acqua si perde ovunque, ma arriva nelle case con turni ormai fissi di quasi un mese, le strade sono tutte piene di scaffe, malgrado in Consiglio Comunale abbiamo stanziato centinaia di migliaia di euro per riparare le rotture della rete idrica ed assicurare la manutenzione stradale.
Invito poi i cittadini di Racalmuto a visitare il museo/atelier multimediale Pietro D’Asaro al Castello Chiaramontano, recentemente inaugurato in pompa magna, alla presenza delle più alte autorità civili e militari della provincia di Agrigento. Ovviamente se lo trovate aperto. È costato 200 mila euro.
In realtà avranno speso si e no qualche decina di migliaio di euro.
Il resto mancia!
E non il primo lavoro pubblico di cui denunciamo, per così dire, volendo usare un eufemismo, la scarsa corrispondenza tra quanto viene liquidato alle ditte appaltatrici e quanto realmente speso.
In questo caso abbiamo lanciato su facebook un appello, per verificare che fine hanno fatto i soldi spesi per quello che viene ufficialmente chiamato ‘Atelier multimediale Pietro D’Asaro’, dedicato ad un pittore racalmutese, un manierista del Seicento, emulo del Caravaggio, riscoperto e reso celebre negli anni Ottanta dallo scrittore Leonardo Sciascia che, a suo tempo, organizzò a Racalmuto una importantissima mostra monografica in suo onore.
Con questo Atelier dedicato esclusivamente a quello che veniva anche denominato il ‘Monoculus Racalmutensis’, ossia il Monocolo di Racalmuto, visto che ci vedeva con un occhio solo, si sarebbe dovuto onorare la memoria storico-artistica del D’Asaro spendendo, nel miglior modo possibile, i 200 mila euro stanziati dal cosiddetto GAL (Gruppo di Azione Locale), Sicilia Centro Meridionale. Si tratta di fondi europei gestiti dal Comune di Racalmuto, con cui si sarebbe dovuto creare un museo al passo con i tempi, utilizzando tecnologie all’avanguardia.
Ed invece?
Abbiamo dovuto lanciare su facebook, Istagram e tiktok questo appello disperato:
“Spariti i 200 mila🤑💰euro che il Comune di Racalmuto ha speso per creare il museo Pietro D’Asaro, 🖼️chiuso subito dopo un’inaugurazione fatta in pompa magna.
Abbiamo scritto alla celebre trasmissione ‘Chi l’ha visto’ 🕵️per sapere che fine hanno fatto tutti questi soldi, visto che hanno comprato soltanto qualche supporto audiovisivo e qualche schermo, che hanno collocato in dei locali del Castello Chiaramontano che erano già stati ristrutturati con un altro finanziamento.
Se non ci credete verificate di persona, se vi fanno entrare ovviamente, visto che attualmente, come potete vedere dalle foto scattate oggi, l’accesso è sbarrato🚧🔒.”
A questo punto aspettiamo una risposta dal sindaco e dagli assessori comunali che si sono occupati di questo opaco investimento di risorse pubbliche.
Che ci dicano almeno quando hanno intenzione di aprire questo benedetto museo, per renderci conto tutti quanti se ne vale la pena visitarlo e se hanno speso correttamente tutti quanti i soldi stanziati.
Speriamo che nell’uovo di pasqua troviamo anche questa gradita sorpresa, ossia le porte aperte del museo Pietro D’Asaro di Racalmuto.
Il capogruppo dell’opposizione al consiglio comunale di Racalmuto, Salvatore Petrotto.

