Stragi ‘92, “mafia e appalti” da archiviare
La Procura di Caltanissetta intende archiviare le indagini sul rapporto dei Carabinieri del Ros “Mafia e appalti” come concausa delle stragi Falcone e Borsellino.
La Procura di Caltanissetta ha depositato istanza di archiviazione delle indagini sul rapporto dei Carabinieri del Ros “Mafia e appalti” come concausa delle stragi Falcone e Borsellino. Non è una pista investigativa ritenuta infondata, anche perché rientra già in tante altre sentenze precedenti sulle stragi. La Procura invece intende archiviare perché l’indagine è stata avviata a carico di ignoti e lo è ancora, ovvero manca il nome e il cognome delle persone che, insieme ai mafiosi, avrebbero avuto interesse diretto alla morte di Falcone e Borsellino perché consapevoli che i due magistrati avessero le capacità di scardinare la rete di interessi mafiosi, politici e imprenditoriali così come descritta nel rapporto “Mafia e appalti” del febbraio ‘91. Dunque non si archivia perché la pista investigativa non regge ma perché allo stato degli atti sono ignoti coloro che contribuirono a isolare Falcone e Borsellino e a neutralizzarne le indagini prima che fossero uccisi. E sono le due premesse che resero possibili le stragi, come ha sottolineato il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, innanzi alla Commissione antimafia. Le ipotesi di reato contestate in concorso sono gli articoli del codice penale 416 bis “associazione a delinquere di stampo mafioso”, e 422 “strage”. Il tutto ruota intorno al rapporto “Mafia e appalti” che – ancora secondo De Luca – testimonia la dottrina di Giovanni Falcone, ossia che per colpire Cosa nostra non bastasse inseguire i mafiosi, ma anche smontare la catena di collegamento fino ai “colletti bianchi”, ai politici e agli imprenditori che sarebbero stati parte integrante della rete di interessi descritta dal rapporto del ‘91, di cui Falcone intuì subito il valore investigativo. Falcone e Borsellino morirono, e il rapporto fu insabbiato. E l’insabbiamento è un altro filone d’indagine, tuttora in corso alla Procura di Caltanissetta, a carico degli ex magistrati Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli.
teleacras angelo ruoppolo



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