Videosorveglianza a San Leone, bufera sull’appalto da 250 mila euro: sei indagati

Turbativa d’asta e presunto subappalto non autorizzato: la Procura di Agrigento ha acceso i riflettori sull’appalto “San Leone in sicurezza”, progetto finanziato con fondi statali per la realizzazione di un sistema di videosorveglianza tra il quartiere balneare e il centro cittadino.Visita Siti Storici

Nel registro degli indagati sono finite sei persone, tra funzionari ed ex dirigenti del Comune di Agrigento e imprenditori. L’inchiesta, condotta dai carabinieri e coordinata dal procuratore Giovanni Di Leo e dal sostituto Elettra Consoli, riguarda le procedure seguite tra dicembre 2024 e marzo 2025.

Al centro degli accertamenti ci sarebbe una gara del valore di circa 250 mila euro, aggiudicata dal Comune a un’impresa con sede a Roma. Secondo l’ipotesi investigativa, una parte dei lavori sarebbe stata successivamente affidata a una ditta di Favara attraverso un subappalto che, secondo la Procura, sarebbe avvenuto senza la necessaria autorizzazione.

Gli indagati sono Alberto Avenia, 66 anni, ex dirigente del Comune di Agrigento e attualmente in servizio a Favara; Gaspare Triassi, 62 anni, funzionario comunale; Gerlando Trupia, 42 anni, ingegnere del settore Lavori pubblici; Vincenzo Burceri, 59 anni, geometra dello stesso settore; Angelo Sciumè, 44 anni, imprenditore di Favara; e Giovanni Pitruzzella, 50 anni, titolare d’impresa.

La Procura, considerata la complessità degli accertamenti ancora in corso, ha chiesto una proroga delle indagini fino a marzo 2027. L’inchiesta dovrà ora stabilire se nelle procedure di gara e nell’esecuzione dell’appalto siano state commesse effettivamente le irregolarità ipotizzate dagli investigatori