Giovanna e Bice Messina Denaro sono in bilico

Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della Procura di Palermo: disposto l’arresto di Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del boss. Ricorso in Cassazione. Provvedimento congelato.

La Procura di Palermo ha invocato l’arresto di Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del boss Matteo. Alle due è stato contestato il reato di associazione mafiosa. Lo scorso 20 maggio il giudice per le indagini preliminari del Tribunale ha negato l’arresto ritenendo non ricorrenti le esigenze cautelari perché il fratello è deceduto. E lo stesso giudice non ha rilevato il reato di associazione mafiosa bensì il favoreggiamento e la procurata inosservanza della pena. La Procura ha impugnato il diniego. E adesso il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso e quindi la proposta di arresto delle due sorelle. Giovanna e Bice Messina Denaro ricorreranno in Cassazione. Pertanto sono e saranno ancora a piede libero in attesa delle volontà della Suprema Corte di Roma. Le due sorelle, insieme alle altre due, Rosalia e Patrizia, sarebbero state in contatto con il latitante, rendendosi destinatarie di lettere, messaggi e consegne di denaro o di oggetti, come filmini domestici, di familiari, registrati in casa, per ricordare al boss i suoi affetti. E ciò sarebbe avvenuto tramite due sistemi. Il primo, che lo stesso Matteo ha inteso come “operazione Condor”, dal nome del cane di famiglia, non è stato altro che l’incontro almeno due volte all’anno in una campagna a Castelvetrano della famiglia Messina Denaro, nella disponibilità di Rosalia. Matteo sarebbe stato presente personalmente o avrebbe inviato dei fedelissimi. Il secondo invece è stato il metodo battezzato “Van Gogh”, o “Altra via”, ovvero lettere e messaggi inviati tramite posta ordinaria a casa di Giovanna Messina Denaro, che sarebbe assurta a centrale operativa di smistamento della posta e delle direttive da eseguire. Rosalia è in carcere dove sconta una condanna a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa. Patrizia è stata scarcerata nel luglio 2025 dopo 14 anni e mezzo di detenzione anch’ella per associazione mafiosa. Libero anche il fratello Salvatore. E’ invece ancora detenuto il nipote di Matteo, Francesco Guttadauro, figlio di Rosalia. E sconta il cosiddetto ergastolo bianco Filippo Guttadauro, marito di Rosalia e padre di Francesco.

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