Terremoto al largo delle Eolie, scatta l’allerta tsunami arancione in Sicilia

L’EMERGENZA

Terremoto al largo delle Eolie, scatta l’allerta tsunami arancione in Sicilia

Magnitudo 5.5 e sciame sismico ancora in corso: evacuate scuole, verifiche sugli edifici pubblici e misure precauzionali lungo le aree esposte. La Protezione civile diffonde l’elenco dei Comuni coinvolti. L’Ingv rassicura: al momento non si registrano variazioni del livello del mare

23 ottobre 2026, ore 13:32

È scattata in Sicilia l’allerta maremoto di livello arancione dopo la forte scossa di terremoto di magnitudo 5.5 registrata al largo delle isole Eolie. Il sisma, preceduto e seguito da uno sciame sismico tuttora in corso, ha attivato il sistema di allerta nazionale per le coste potenzialmente esposte.

A comunicarlo è la Protezione civile regionale. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), tuttavia, precisa che, al momento, non sono state rilevate variazioni del livello del mare riconducibili a un maremoto.

In seguito alla scossa, il sistema SiAM ha diramato un’allerta arancione, classificata come Advisory, per le zone costiere interessate. Il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha disposto l’immediata attivazione delle procedure di emergenza e la pronta operatività dei Comuni coinvolti e delle strutture di soccorso.

Le misure precauzionali: evacuate le scuole

Il piano operativo prevede verifiche urgenti sugli edifici pubblici, sulle infrastrutture essenziali e sulle aree maggiormente esposte al rischio maremoto. In diversi Comuni sono state disposte evacuazioni cautelative delle scuole, con il supporto dei volontari della Protezione civile.

Le attività in corso comprendono anche il monitoraggio dei punti più critici del territorio, la vigilanza sulle zone a rischio, la diffusione delle indicazioni di autoprotezione alla popolazione e la ricognizione di eventuali danni.

La Sala operativa regionale della Protezione civile (SORIS), insieme ai servizi provinciali del Dipartimento regionale della Protezione civile, sta seguendo l’evoluzione della situazione.

Cocina è in contatto con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e con i prefetti di Palermo e Messina. Sono inoltre in corso le procedure per la convocazione dei rispettivi Centri di coordinamento dei soccorsi (CCS). Le organizzazioni di volontariato sono già operative per assistere la popolazione e presidiare il territorio.

Perché è scattata l’allerta arancione

Secondo i criteri del sistema di allerta, il livello arancione viene attivato automaticamente in presenza di un terremoto in mare di magnitudo pari o superiore a 5.5.

Per questo scenario, gli eventuali effetti sulle coste potrebbero essere di lieve entità, con un run-up — l’altezza massima raggiunta dall’acqua sulla costa rispetto al livello ordinario del mare — inferiore a un metro, secondo quanto riportato nell’avviso.

Anche un fenomeno di questa portata può però rappresentare un pericolo per chi si trova nelle immediate vicinanze della costa, soprattutto nelle aree basse. Per questo motivo, le autorità hanno attivato le misure precauzionali, nonostante al momento l’Ingv non segnali variazioni del livello marino.

L’elenco dei Comuni interessati

Dalla ricognizione telefonica effettuata dalla Sala operativa della Protezione civile regionale risultano coinvolti i seguenti Comuni e località.

Provincia di Palermo

  • Palermo
  • Bagheria
  • Blufi
  • Bolognetta
  • Bompietro
  • Caltavuturo
  • Carini
  • Campofelice di Roccella
  • Cefalù
  • Corleone
  • Ficarazzi
  • Geraci Siculo
  • Gratteri
  • Montelepre
  • Palazzo Adriano
  • Petralia Soprana
  • Petralia Sottana
  • Pollina
  • Trabia

Provincia di Messina

  • Galati Mamertino
  • Leni
  • Lipari, con riferimento all’isola di Filicudi
  • Patti
  • Sant’Angelo di Brolo
  • Saponara

Massima prudenza in attesa di aggiornamenti

La situazione resta sotto osservazione, con le strutture regionali e locali impegnate nel monitoraggio del fenomeno sismico e delle aree costiere esposte.

L’assenza, al momento, di variazioni del livello del mare è un elemento rassicurante, ma non equivale alla revoca dell’allerta. È quindi fondamentale attenersi alle disposizioni delle autorità, evitare le zone costiere interessate e seguire gli aggiornamenti ufficiali della Protezione civile e dell’Ingv.