“Scusa, papà. Io credo che tu abbia visto da vicino fatti e persone  interessanti come pochissimi altri in questo paese. Vivendo esperienze “forti”, a volte persino uniche. Forse è il caso di scriverci un libro.
Era il 2008: queste furono, pressappoco, le parole di mio figlio Stefano, giornalista. Così io cominciai a raccontare la mia vita di magistrato.  Stefano registrava e trascriveva. Penso di non aver soddisfatto del tutto le sue curiosità (del resto lo scrive lui stesso nella prefazione), ma Le due guerre – edito da Melampo – rimane un libro che ancora oggi spesso sfoglio. Per recuperare fatti e dati quando serve, certo; ma soprattutto perché contiene elementi di assoluta attualità condensati nel sottotitolo: “Perché l’Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia”. Una domanda che ancora oggi appassiona e alla quale molti cercano di rispondere.
Il terrorismo “rosso” degli anni  ’70 e Cosa nostra sono fenomeni che non hanno molto  in comune, se non il fatto di essere l’uno e l’altra crimine organizzato.
Per questo ho dovuto occuparmene come magistrato inquirente (giudice istruttore a Torino, poi procuratore capo a Palermo). Quel terrorismo è oramai da tempo  finito, consegnato alla storia. La mafia purtroppo no. Eppure c’è stata una fase in cui la “profezia” di Giovanni Falcone (la mafia è una vicenda umana, e come tutte le vicende umane ha un inizio e una fine)  sembrava che potesse finalmente avverarsi. Ma così non è stato, o almeno non del tutto. Cosa nostra ha dovuto subire durissimi colpi ma non quella sconfitta definitiva che invece sarebbe stata possibile. Perché?
Una risposta semplice, anche se all’apparenza un po’ semplicistica, è questa: il terrorismo “rosso”, seppur fortemente minoritario, poteva contare – almeno nella sua fase iniziale – su una certa tolleranza (talvolta su  esplicite simpatie) in non pochi ambienti.
Per fortuna non durò a lungo. La lotta armata si rivelò in tutta la sua inutilità criminale e lo Stato, senza ricorrere a leggi speciali, seppe venirne fuori quando la collettività si attivò per isolare politicamente i terroristi in quanto nemici dei diritti e delle libertà di tutti. Perché la lotta alla mafia non ha ancora avuto lo stesso esito?  Io le mie idee ce le ho. Con Le due guerre ho provato a dare una risposta: la spina dorsale del potere mafioso sta fuori dell’organizzazione, sta nelle connivenze, coperture  e complicità con pezzi del mondo legale. Un intrico perverso che va sciolto, se non si vuole  che le mafie continuino a prosperare.

 

fonte http://mafie.blogautore.repubblica.it/

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