I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Enna stanno eseguendo nel territorio nazionale e in Germania una misura cautelare, emessa dal gip del tribunale di Caltanissetta su richiesta della locale procura distrettuale, a carico di 46 indagati accusati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e allo smercio di stupefacenti, estorsioni, corruzione aggravata dall’aver favorito l’associazione mafiosa e detenzioni di armi da fuoco.

Contestualmente è in fase di notifica anche un sequestro di beni per un valore di oltre un milione di euro.

Nonostante si parli poco della mafia della Sicilia centrale e in particolare delle cosche ennesi si tratta, in realtà, di una mafia imprenditoriale silente e che ha trasportato all’estero molti dei suoi interessi. Lo dimostrano varie operazione condotte negli ultimi mesi da polizia e Guardia di Finanza oltre che dai carabinieri

Ad aprile La Polizia di Stato di Enna, ha messo a segno l’operazione denominata Cerberus, con la quale ha arrestato tre persone accusate di associazione mafiosa e ha alzato il velo sulle imposizioni di forniture di calcestruzzo nell’ennese. L’operazione costituisce il proseguimento dell’operazione Goodfellas del giugno 2017, diretta dalla dda di Caltanissetta e condotta sempre dalla Squadra Mobile di Enna e dal commissariato di Leonforte.

Risale invece ad oltre due anni fa l’ultimo sequestro di beni messo a segno in quel caso dalla Guardia di Finanza nelle province di Enna e Messina, con l’operazione antimafia “Nibelunghi” condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Caltanissetta e dai carabinieri del Comando Provinciale di Enna, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta.

Fonte: Blog Sicilia

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