Articoli Rivista Italy Flash del 9.10.2020 e del 14.10.2020: Richiesta rettifica
ex art. 8 L.47/1948
Come a Voi ben noto sono stato nominato giusta Decreto del Presidente
della Regione Sicilia del 31.01.2018 Commissario Straordinario del Libero
Consorzio Comunale di AGRIGENTO: incarico poi confermato con successivi
decreti del 21.12.2018, 2.07.2018, 2.08.2019, 29.05.2020
In data 9.10.2020 nella Rivista Online Italy Flash – che vede come
Direttore Editoriale il Sig. Giuseppe Deni – è stato pubblicato un articolo a firma
del Sig. Salvatore Petrotto avente come titolo “E’ illegittimo l’incarico dell’ex
Magistrato Di Pisa, commissario dell’ex Provincia Regionale di Agrigento?”
Nel contesto dell’articolo si legge testualmente che “Al magistrato in
pensione Alberto Di Pisa, a gennaio del 2018, veniva conferito dal Presidente della
Regione, Nello Musumeci, l’incarico di commissario straordinario del Libero (?) Consorzio dei
Comuni di Agrigento, ossia l’ex Provincia Regionale. Spulciando una serie infinita di norme e
sentenze, in parte riconducibili alle disposizioni contenute nella cosiddetta legge Madia, risalente al
2014, sembrerebbe vietato conferire incarichi come quello del Dott. Di Pisa. Tali disposizioni
prevederebbero, ed il condizionale è d’obbligo, che nessun pensionato può ricoprire incarichi
analoghi o uguali a quello dell’ex magistrato Di Pisa, se non a titolo gratuito e per la durata
massima di un anno. A questo punto chiediamo al Presidente della Regione Musumeci ed alla
sezione consultiva della Corte dei Conti se, nel caso in questione, è prevista una speciale deroga. In
caso contrario, con la presente, si invitano le competenti Autorità a provvedere di conseguenza,
revocando, in autotutela, l’incarico in questione; adoperandosi anche nel recupero degli eventuali
indebiti emolumenti corrisposti al Dott. Di Pisa”
Tuttavia, dopo avere usato il condizionale (“prevederebbero”) e quindi
posto l’interrogativo circa la legittimità dell’incarico, in seno all’articolo, dopo
avere richiamato la normativa del 2014 e successive modificazioni, il redattore
conclude nel senso di ritenere che La ricostruzione normativa consente di
rispondere negativamente, senza ulteriori indugi, al primo quesito: non è
possibile conferire incarichi negli organi di governo degli enti e società
controllate da pubbliche amministrazioni, con corresponsione del relativo
compenso, a coloro già titolari di pensione e collocati in quiescenza. È
ammesso esclusivamente, senza proroghe o rinnovi, il
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conferimento gratuito per un anno.
Il successivo 14 ottobre sempre nella Rivista Onlive Italy Flash è seguito un
secondo articolo, a firma sempre del Sig. Salvatore Petrotto ,in cui facendo
riferimento al precedente articolo “In cui erano state sollevate delle perplessità riguardo alla
legittimità dell’incarico conferito a gennaio 2018 al magistrato in pensione Alberto Di
Pisa; incarico ricoperto sino ad oggi, di commissario del Libero Consorzio dei Comuni di
Agrigento” si legge che “ Oggi apprendiamo, leggendo un articolo pubblicato dal quotidiano La
Sicilia, a firma del giornalista Francesco Di Mare, che 5 deputati regionali, del gruppo ‘Attiva
Sicilia’, hanno presentato in proposito un’interrogazione parlamentare rivolta al Presidente della
Regione, Nello Musumeci ed all’Assessore alle Autonomie Locali. I cinque ex grillini, Matteo
Mangiacavallo, Angela Foti, Elena Pagano, Valentina Palmeri e Sergio Tancredi chiedono se,
nel caso del Dott. Di Pisa, è stato violato quanto previsto nel decreto legge n. 90 del 24 giugno
2014, comprese le successive modifiche ed integrazioni, che impongono il tassativo divieto di
nominare personale in pensione per ricoprire incarichi come quello di commissario dell’ex Provincia
Regionale di Agrigento. Della questione si era già interessato il Dott. Aldo Capitano, capo
del Movimento Insieme nel Sociale che, proprio in questi giorni, aveva inviato una lettera al
Prefetto di Agrigento ed al Presidente della Regione, in cui facendo anche riferimento al nostro
articolo, rimarcava tale probabile illegittimità, che risale al gennaio del 2018, quando il Dott. Di
Pisa è stato nominato per la prima volta commissario, per poi essere riconfermato, con successivi
atti amministrativi.
E’ più che evidente che il Vs. articolo del 9 ottobre ha indebitamente dato
una distorta immagine del sottoscritto, come di un soggetto che, non solo è stato
nominato in violazione di legge Commissario Straordinario, ma che abbia anche
indebitamente percepito e lucrato delle indennità previste per l’incarico.
Dal contesto dell’articolo del 9 ottobre il Vs. redattore assume che La
ricostruzione normativa consente di rispondere negativamente, senza ulteriori indugi, al primo
quesito: non è possibile conferire incarichi negli organi di governo degli enti e società controllate da
pubbliche amministrazioni, con corresponsione del relativo compenso, a coloro già titolari di
pensione e collocati in quiescenza. È ammesso esclusivamente, senza proroghe o rinnovi, il
conferimento gratuito per un anno.
Tuttavia nell’effettuare la ricostruzione del quadro normativo il Sig.
Salvatore Petrotto ha totalmente omesso dall’evidenziare che con Circolare
n.6/2014 il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione
aveva proceduto all’interpretazione e applicazione della c.d. Legge Madia
prevedendo testualmente che “Per la loro natura eccezionale, non
riconducibile ad alcuna delle ipotesi di divieto contemplate dalla disciplina
in esame devono poi ritenersi esclusi anche gli incarichi dei commissari
straordinari nominati per l’amministrazione temporanea di enti pubblici o
per lo svolgimento di compiti specifici.
Ha pure omesso dal verificare che alla luce dei criteri interpretativi di cui
alla richiamata circolare, l’Ufficio Legislativo e Legale della Presidenza della
Regione Siciliana con parere del 22.2.2017 prot.3893 ha confermato all’Assessorato
delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica l’esclusione del divieto di cui alla
Legge Madia gli incarichi di Commissario Straordinario per l’amministrazione
temporanea di enti pubblici proprio per la loro natura eccezionale. E nello stesso
parere è stato altresì chiarito che, essendo esclusi dal divieto “possa essere
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attribuita l’indennità di carica prevista dalla legge per l’eserczizio della
relativa funzione”
Così come ha pure omesso dall’accertare che, proprio in applicazione
della richiamata interpretazione, non solo in Sicilia ma anche nel resto d’Italia si
è proceduto alla nomina di Commissari Straordinari senza che sia stata mai messa
in dubbio la legittimità di siffatte nomine. Omissione ancor più significativa ove
si valuti che in Sicilia ben altri 6 Commissari Straordinari sono tutti
dipendenti pubblici in pensione fra cui, peraltro, anche un altro Magistrato.
Alla luce di quanto precede è più che evidente il pregiudizio all’immagine e
al prestigio professionale che ne è derivato alla mia persona per essere stato messo
in dubbio, non solo la legittimità dell’incarico di Commissario Straordinario, ma
anche e soprattutto per essere stato, in modo chiaro ed inequivocabile,
rappresentata l’indebita percezione dell’indennità come confermato dall’invito che,
in seno al richiamato articolo, è stato rivolto al Presidente della Regione
Siciliana e alla Corte dei Conti di attivarsi per il recupero di indebiti
emolumenti corrisposti. Il tutto come confermato poi dal successivo articolo sul
quotidiano La Sicilia che ha richiamato l’interrogazione parlamentare presentata da
5 deputati regionali. Lesione ancor più evidente ove si valuti che per la mia qualità
di Magistrato (sia pure oggi in pensione) avrei dovuto avere contezza del quadro
normativo sotteso all’incarico assegnatomi, di cui, pertanto, viene, anche sia pure
indirettamente, ipotizzata una voluta ed interessata violazione.
Pertanto ai sensi e per gli effetti derll’art. 8 della L.47 del 1948 –
applicabile secondo il pacifico orientamento della giurisprudenza anche alle
pubblicazioni on line – Vi invito ad effettuare “non oltre due giorni da quello in cui è
avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato
la notizia cui si riferiscono” la dovuta rettifica rappresentando in modo obiettivo e non
fuorviante la problematica connessa all’incarico di Commissario Straordinario del
Libero Consorzio Comunale di AGRIGENTO conferitomi legittimamente e senza
violazione alcuna di norma di legge.
Nella certezza che, nel rispetto del principio di legalità che la Vs. Rivista
assume di farsi portatore, la richiesta di cui sopra verrà tempestivamente riscontrata
e con espressa riserva di ogni e qualsiasi azioni giudiziaria, porgo distinti saluti
Palermo 29/10/2020
Girolamo Alberto di Pisa

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