Nella foto L’avvocato agrigentino Fabio Sardo Che ha difeso l’imputato

 

In poco più di due anni aveva  ricevuto soldi sporchi, per milioni di euro, usandoli per acquistare oro da due aziende attraverso la sua impresa. A scoprire il traffico illecito era stata la guardia di finanza che, dopo aver accertato, una frode fiscale in Lombardia, era a caccia dei fondi neri, ritrovandoli nel Vincentino. L’altra mattina, in tribunale davanti al giudice, Barbara Maria Trenti, Henry Raoul Martin, 56 anni, residente a Bolzano Vicentino, ha patteggiato un anno, nove mesi e dieci giorni di reclusione e 3 milaeuro di multa. L’imputata, difesa dall’Avvocato agrigentino Fabio Sardo, Doveva rispondere di riciclaggio aggravato da recidiva infraquinquennale ed ha goduto della sospensione condizionale  della pena. In passato Martin aveva già patteggiato una multa. La vicenda ricostruita dalla procura berica, sulla scorta delle indagini delle fiamme gialle, è singolare. I fatti contestati dagli inquirenti risalivano al periodo compreso fra il Marzo 2015 e l’Aprile 2017, ed avvennero in città dove Martin, di origine francese, era titolare di un’azienda  orafa nella zona di Saviabona. In passato aveva anche subito una violenta rapina: i banditi gli avevano portato via il campionario da oltre 200 mila euro. In questo caso Martin era entrato in contatto con alcuni imprenditori lombardi, fra cui Giacomo Plebani, Angelo Benigna e Ludovica Benigna, le cui aziende, attive nel settore dell’edilizia  e della lavorazione della gomma la Met Srl, La Pb srl e Bl service srl, erano state coinvolte in una indagine dei finanziatori del Bergamasco che avevano individuato una serie di irregolarità. I reati contestati ai tre, a vario titolo, erano pesanti: dalle omesse dichiarazioni fiscali alle indebite compensazioni di crediti Iva, passando per la distruzione di documentazione contabile. Complessivamente, il valore della frode stimato degli inquirenti che avevano denunciato 9 persone alla procura di Milano – sfiorava i 16 milioni di euro. I finanzieri fedeli al motto “Follow the money”  (segui il denaro), avevano cercato di capire dove finissero i proventi della frode. E si erano imbattuti in Martin, compiendo una serie di verifiche, sulle attività del Vicentino. E avevano scoperto che in quel biennio l’imputato aveva trasferito i proventi dei reati tributari commessi dai lombardi utilizzandoli per acquistare ingenti quantità di oro. Di qui l’accusa di riciclaggio : aveva operato come una lavatrice, allo scopo di ostacolare la provenienza illecita di quei soldi, evidentemente agendo d’intesa con gli altri indagati. Martin, che poi ha collaborato con gli inquirenti, anche allo scopo di sminuire il suo ruolo effettivo, dalla ricostruzione della procura aveva comprato oro dalla Laurius srl di Camisan e dalla Bls spa di Monticello Conte Otto (estranee alle contestazioni) per un importo di poco inferiore ai 4 milioni di euro, agendo sulla carta per conto delle tre imprese invece coinvolte nella frode fiscale, per la quale è ancora in corso il procedimento penale a Milano. In aula l’imprenditore vincentino ha preferito scendere a patti, onde evitare guai peggiori nel corso dell’eventuale dibattimenti ed ha chiuso subito la partita.

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