Dopo il fattaccio di cui sono stato vittima mi sono immediatamente chiesto come potesse un rappresentante delle istituzioni regionali comportarsi come un energumeno, o meglio, come potesse, uno che siede negli scranni dell’antico parlamento siciliano, che hanno ospitato illustri politici come La Loggia, Bonfiglio, Lauricella, essere avvezzo all’uso delle mani per manifestare il suo disaccordo piuttosto che usare modi urbani e civili.

Non solo, mi sono anche chiesto come possono gli appartenenti alla sua componente politica, consiglieri comunali, deputati regionali e adesso anche assessori regionali avere con lui rapporti politici ed amicali, così non mi spiego come eminenti presidenti di commissioni dell’Ars possono parlare di provvedimenti legislativi da portare avanti con un individuo di tal specie che, è risaputo, non ha certamente confidenza con la grammatica italiana ed è incapace di dire una frase di senso compiuto.

Come possono frequentarlo pur sapendo che hanno a che fare con un individuo con un carattere irascibile, che si è reso protagonista di episodi violenti ai danni di altri giornalisti che hanno avuto l’ardire di scrivere di lui.

Per quanto mi riguarda anch’io avevo scritto sul soggetto in questione e quando,l’altro giorno, mi sono trovato a tu per tu con lui ha dimostrato ancora una volta che razza di individuo prepotente e pericoloso esso sia.

Non fossero bastate le violenze verbali mi ha dimostrato di non essere rimasto contento dell’articolo che lo riguardava anche con violenze fisiche.

Una reazione la sua che in quel preciso momento mi hanno decisamente frastornato tale era il mio sbigottimento per quella ingiustificata ed inconsulta azione violenta.

C’è da chiedersi perchè la gente vota politici di tal specie, che manda in importanti istituzioni a farsi rappresentare.

Certo,fortunatamente, la classe politica della nostra provincia non è tutta così, ma questi politici dovrebbero quantomeno isolare, tenere in disparte, non avere alcun rapporto, con questo cosiddetto “onorevole” che pensa di potersi comportare come vuole, che ha sempre fatto della violenza fisica la sua ragion d’essere.

Nino Reginella

Fonte il fattoagrigentino

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