Dedicato anche agli Inglesi che non sanno perdere.
Per alcuni secoli sono stati i padroni del mondo. Sono stati i conquistatori per eccellenza dei quattro continenti. Hanno colonizzato tutto quanto, hanno dominato in lungo e largo. Ecco perché non sanno perdere. Credono ancora di essere l’unica razza padrona esistente al mondo. Nel Novecento hanno esercitato ovunque anche la loro egemonia culturale. Nel Terzo Millennio le cose sono cambiate. Così hanno pensato bene di uscire fuori dall’Europa, ritornando a quello che una volta definivano ‘splendido isolamento’. Anche quando sedevano attorno ai tavoli europei, stavano con un piede in Europa ed uno negli Stati Uniti. Sono stati sempre pronti ad abbandonare l’Europa. Non è un caso che nel Duemila non hanno aderito all’euro e si sono tenuti la loro sterlina. A Londra, l’undici luglio, era tutto pronto per farci la festa, per fare la festa a noi italiani, rappresentanti di tutti quei paesi europei ai quali hanno sbattuto la porta in faccia con la cosiddetta Brexit che tradotto significa fuoriuscita, abbandono. Prima di perdere la finale degli Europei di calcio erano già praticamente usciti fuori dall’Europa. A Londra c’è stato semplicemente un ulteriore epilogo di una loro libera scelta. È stato solo un ulteriore suggello di un abbandono alla vecchia Europa, da sempre ritenuta dagli inglesi come il loro zerbino di casa. È vero, era una semplice partita di calcio. Ma per loro era una vetrina internazionale in cui doveva, per forza di cose, emergere la loro presunta storica superiorità. Gli abbiamo guastato la festa! Noi Italiani siamo riusciti a dimostrare che prima c’eravamo noi, Cesare, Augusto ed il Rinascimento. Che forse persino il loro immenso Shakespeare era italiano. Che dico, siciliano e di Messina!
Ed allora che dire?
Ogni tanto bisogna saper perdere, soprattutto se ci si incontra o ci si scontra con chi ha insegnato al mondo intero cos’è la civiltà. Grazie all’antica Roma, che è sede anche del Papato, centro di irradiazione del Cristianesimo.
Cari amici Inglesi, dovete farvene una ragione. A volte si può perdere l’appuntamento con la Storia. Specie quando si pretende di vincere, a tutti i costi, contro gli eredi proprio dei principali artefici della Storia dell’Umanità: i tanto vituperati Italiani.

Salvatore Petrotto

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