Di Francesco Campanella, candidato al Senato per UNIONE POPOLARE.

La Costituzione della Repubblica italiana all’art. 11 afferma: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”.

Quindi:

1) l’Italia #ripudia la Guerra

– sia come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli

– sia come mezzo di risoluzione dell controversie internazionali.

2) l’Italia accetta a #parità con gli altri stati alle limitazioni di #sovranità “necessarie ad un ordinamento che assicuri #pace e #giustizia tra le nazioni.

Le limitazioni di sovranità sono consentite dalla nostra Costituzione in quanto necessarie ad un ordinamento finalizzato alla pace e alla giustizia.

Alla luce di questo articolo sono felice di aderire come #candidato di Unione Popolare al Senato della Repubblica all’appello «Fuori la guerra dal diritto»

Questa iniziativa propone che l’Italia promuova negli organismi internazionali il ripudio dei conflitti e la difesa dell’integrità della Terra

L’appello, proposto da Raniero La Valle (ex parlamentare, scrittore e giornalista da sempre impegnato nel movimento pacifista) è ispirato ai principi costituzionali e anche agli ideali della enciclica “Laudato si’”

Qua sotto il testo.

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Un appello ai candidati del 25 settembre

Noi elettori, sovrani e sovrane, sensibili ai principi costituzionali e agli ideali perseguiti da “Costituente terra”, “Laudato sì”, “Chiesadituttichiesadeipoveri”, “Rete pace e disarmo”, “Sbilanciamoci”, “Noi siamo Chiesa”, “Fondazione Basso Issoco”, ”Centro di ricerca per la pace di Viterbo”, “Fondazione internazionale per il diritto e la liberazione dei popoli”, “Coordinamento per la democrazia costituzionale”, “Pax Christi”, ”Cenacolo in ascolto di Papa Francesco”,”Comitati Dossetti e per la Costituzione”, “Aci” e da altre associazioni analogamente ispirate,

rivolgiamo ai candidati di tutte le liste alle elezioni del 25 settembre 2022 un fervido appello in favore della pace.

lo facciamo spinti dall’urgenza di uscire da una guerra incontrollata e fatta spettacolo, memori delle tragedie passate, comunicando nel dolore delle vittime, dei naufraghi, dei profughi, delle donne umiliate e offese, confidando nell’ascolto di quelli che saranno i nostri rappresentanti.

La guerra, maturata nella sfida e nei sospetti reciproci, cominciata sciaguratamente come guerra tra la Russia e l’Ucraina, divenuta inopinatamente guerra tra la NATO e la Russia, pronosticata come guerra tra l’Occidente e la Cina e incombente come guerra mondiale, non si fermerà da sola e senza una straordinaria iniziativa politica che la intercetti precipiterà verso un esito infausto per l’umanità tutta. Questa Iniziativa politica resiliente però sarebbe vana se limitata a sospendere la guerra in atto e non invece a estromettere la guerra dal diritto e da ogni eventualità futura.

Chiunque può prendere questa iniziativa. Sappiamo dalla storia che la salvezza può venire dal forte come dal debole, da più Stati insieme ma anche da un solo Paese, dal concorso di molti ma anche dal personale operato di una sola o di un solo.

Noi pensiamo che possa essere l’Italia a prendere questa iniziativa e che la grande opportunità offerta da queste elezioni possa far sì che a condurla siano il prossimo governo e il prossimo Parlamento.

La richiesta ai candidati al prossimo Parlamento è pertanto di impegnarsi con gli elettori a far sì che l’Italia, governo e popolo, promuova un generale ripudio della guerra quale scritto nella sua Costituzione e già fatto proprio dalla Carta dell’ONU. Questa iniziativa politica dovrebbe prendere la forma della proposta alle altre Parti contraenti dei Trattati europei e dello Statuto delle Nazioni Unite di un Protocollo sul ripudio della guerra e la difesa dell’integrità della Terra. (Quarantatre, compresi quelli soppressi, sono i Protocolli già allegati ai Trattati europei, da quello sul ruolo dei Parlamenti nazionali a quello sui privilegi dell’Unione Europea).

IL PROTOCOLLO SUL RIPUDIO DELLA GUERRA

Il Protocollo sul Ripudio Sovrano della Guerra da discutere in Parlamento dovrebbe avere i seguenti contenuti.

Le Alte Parti Contraenti hanno convenuto le Disposizioni seguenti, che vengono allegate al Trattato che istituisce l’Unione Europea e allo Statuto delle Nazioni Unite

La guerra è ripudiata in tutte le sue forme, comprese le sanzioni indiscriminate e ogni altra modalità di genocidio, a cominciare dalla definitiva abolizione e interdizione delle armi nucleari e delle altre armi di distruzione di massa, biologiche, chimiche, radiologiche, come delle mine antiuomo.

Un nuovo sistema di sicurezza collettivo, garantito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adempierà alle funzioni di mutuo aiuto e di difesa già esercitate dalle alleanze militari di parte e comporterà una riduzione graduale e condivisa delle spese militari nonché della fabbricazione e del commercio di tutti gli armamenti.

Dovere di tutti i popoli e Stati è la difesa della Terra, patria e madre di tutti. Compito e obiettivo comune è arginare un uso delle risorse lesivo dell’ambiente naturale, ripristinare l’equilibrio ecologico e salvaguardare le specie viventi.

La coesistenza fraterna degli Stati in ogni circostanza, favorevole o avversa, la rinunzia a modificarne con la forza i confini, la liberazione e il riconoscimento del diritto e dell’autodeterminazione dei popoli sono norma comune e bene fondamentale dell’intera Comunità della Terra.

A partire dalle tradizioni costituzionali degli Stati membri, dalle culture e valori dei popoli e dalle esperienze di convivenza pacifica già in atto nella famiglia umana assumiamo l’impegno di predisporre con un’ampia consultazione e promulgare una Costituzione della Terra che garantisca giusti ordinamenti, la dignità del lavoro e il godimento universale dei diritti e dei beni fondamentali a tutti gli uomini e le donne del Pianeta nessuno escluso.

Nel chiedere questo impegno legislativo e politico ai nostri futuri rappresentanti in Parlamento noi sappiamo che il ripudio della guerra nella sua piena effettività comporta il rovesciamento di una cultura millenaria e il passaggio a un nuovo corso storico che è compito della politica assecondare e governare. Le candidate e i candidati che condivideranno e manterranno l’ impegno che qui viene loro richiesto si segnaleranno in tal modo agli elettori per affidabilità e lungimiranza.

Seguono le prime firme:

Raniero La Valle, Tecla Mazzarese, Domenico Gallo, Grazia Tuzi, mons. Domenico Mogavero, già vescovo di Mazara del Vallo, Moni Ovadia, …..

Chi intendesse aderire a questo documento può aggiungere la sua firma scrivendo all’indirizzo mail:

ripudiosovrano@gmail.com

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