Una vera tratta di schiavi e di condizioni disumane quelle rivelata dalla Polizia di Ragusa ai danni di cinque rumeni, accusati di caporalato, associazione a delinquere, lavoro nero,traffico di esseri umani e sfruttamento della prostituzione anche minorile. Indagine con la procura di Catania, hanno messo in chiaro che i lavoratori venivano tenuti in ostaggio in alloggi fatiscenti privi di riscaldamento e cibati con alimenti scaduti. Liberati e affidati a strutture del comprensorio quindi, dopo essere stati per mesi e anni vittime di un’ingiustizia che tanti ignorano per abitudine, senza nessuna paga per i connazionali rumeni che dovevano lavorare nei campi o prostituirsi dopo le false promesse fatte per attirarli e ingannarli con un lavoro sicuro e duraturo.

Numerosi sono coloro che arrivano nel territorio ragusano in cerca di fortuna o speranza di lavorare, ma il più delle volte si tratta di inganno e sfruttamento lavorativo con paghe di qualche euro l’ora per arrivare anche a sopravvivere e trattare la propria vitra in cambio di cibo o acqua. Tutte le numerose vittime presente sul territorio sono ospiti di un’associazione anti-tratta che cerca di proteggerli da questa cappa di caporalato che seppur venga combattuto , ancora riesce ad avere la meglio, soprattutto quando non vengono segnalati per paura o complicità.

Antonio David  –  ForestaliNews

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