Tutti si chiedono ad Agrigento se presto si andrà a votare per eleggere un nuovo primo cittadino.

Il motivo?

Quello attuale, Calogero Firetto, detto Lillo, è sotto processo per un danno erariale di oltre 3 milioni di euro, presso la Corte dei Conti Palermo.

L’udienza nel corso della quale si sarebbe dovuto decidere l’esito del procedimento a suo carico, si è tenuta il 28 febbraio scorso.

Se dovesse essere condannato, oltre a decadere dalla carica amministrativa che ancora ricopre, non si potrà candidare a qualsiasi carica elettiva per i prossimi 10 anni.

I fatti risalgono al 2014, a quando era sindaco del comune di Porto Empedocle ed utilizzò, stando all’accusa mossagli dalla Procura della Corte dei Conti, guidata da Gianluca Albo, una somma vincolata di 3 milioni e 37 mila euro erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti, per pagare delle spese correnti, anziché dei debiti pregressi, risalenti al 2012 e 2013.

Tale improprio utilizzo di denaro pubblico ha tra l’altro causato il dissesto finanziario del Comune di Porto Empedocle.

Adesso, ad insospettire gli Agrigentini è il silenzio che è improvvisamente calato su questa vicenda.

Addirittura, le solite male lingue, sospettano che gatta ci cova e che Firetto non andrà a casa con 2 anni di anticipo, rispetto alla scadenza naturale del suo mandato.

A sostegno di questa tesi, del tutto destituita di fondamento, in molti fanno riferimento ad un presunto rapporto di amicizia tra il Firetto e l’avvocatessa agrigentina Maria Aronica, nuovo titolare, da qualche mese, dell’ufficio di Procura Generale presso la Sezione Giurisdizionale d’Appello della Corte dei Conti per la Regione Siciliana. Un ulteriore tassello di questa dietrologica ricostruzione, tesa a giustificare il ritardo della esiziale decisione della Corte dei Conti palermitana, ai danni del Firetto, è costituito dal fatto che il noto attore, Gaetano Aronica, fratello della già citata Maria, è stato nominato dal Firetto, presidente della Fondazione Teatro Pirandello di Agrigento.

Si potrebbe trattare di una sorta di larvato e subliminale conflitto d’interessi, a cui noi non crediamo nella maniera più assoluta, considerato che la sorella dell’attore e presidente del teatro comunale agrigentino, Gaetano Aronica, potrebbe essere chiamata, più o meno direttamente, a decidere le sorti proprio di quel sindaco che ha conferito al fratello un prestigioso incarico pubblico.

Lillo Firetto, a prescindere da questa vicenda, non è nuovo a rapporti  particolari, relativi anche ad altri settori dei due comuni in cui finora ha ricoperto l’incarico di sindaco.

Ci riferiamo in questo caso agli appalti riguardanti la raccolta ed il trasporto dei rifiuti solidi urbani, la cui efficienza ed economicità è sotto gli occhi, oltre che sotto il naso di tutti, per la puzza che essi sprigionano quando vengono lasciati accatastati in mezzo alle strade per intere settimane.

Sia quando era in carica presso il comune di Porto Empedocle, ma anche adesso, da quando è sindaco di Agrigento, a curare i costosi servizi di smaltimento dei rifiuti che ogni anno, ad Agrigento, costano intorno ai 15 milioni di euro, è sempre stato, con gara o senza gara, Giancarlo Alongi, titolare della ditta ISEDA, nonché cugino del sindaco Firetto.

Adesso pare che la Procura della Repubblica di Agrigento vorrebbe vederci chiaro, anche riguardo a quest’altra vicenda, un po’ più sporca della prima, trattandosi di qualche milione di tonnellate di munnizza, gestita dai due cugini empedoclini, Lillo e Giancarlo: uno sindaco ed un altro imprenditore.

Salvatore Petrotto

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