Il moncone est di ponte Morandi a Genova è pericolante e deve essere abbattuto o messo in sicurezza al più presto: lo conferma la struttura commissariale per l’emergenza che ha ricevuto una relazione tecnica dalla commissione ispettiva del ministero guidata dall’architetto Roberto Ferrazza. La struttura commissariale ha scritto al ministero e concessionaria per avviare gli interventi necessari.

“Abbiamo ricevuto una relazione dal presidente della commissione ministeriale che segnala sul pilone 10 un evidente stato di corrosione di grado elevato”, ha quindi detto il prefetto di Genova Fiamma Spena. Il pilone 10 è quello che sostiene il moncone est di ponte Morandi.

L’esame della documentazione progettuale per gli interventi di manutenzione su Ponte Morandi, infatti, evidenziano per “la pila n.10, sopravvissuta al crollo, uno stato di degrado dei materiali di grado più elevato, 4 su una scala di cinque, rispetto a quello che era stato riscontrato nella pila n.9 crollata, che risultava di livello 3”, si legge nella relazione che la Commissione ministeriale ispettiva ha inviato alla struttura commissariale.

La guardia di finanza nelle sedi della Società Autostrade per l’Italia di Genova, Firenze e Roma: su mandato della procura genovese gli uomini delle fiamme gialle hanno sequestrato documentazione in merito all’inchiesta. Intanto la società l’Anac ha chiesto l’invio degli atti predisposti e necessari per la manutenzione del viadotto approvati dal Cda – e quindi progetto, capitolati tecnici, bando. Anac tra l’altro ha chiesto alla compagnia chiarimenti sull’appalto per i lavori su ponte Morandi e, nell’ambito dell’istruttoria avviata, sollecita aggiornamenti sullo stato degli interventi sull’A10. Nella richiesta di Raffaele Cantone si fa riferimento all’ultima relazione pubblicata sul sito del Mit sulla “Attività sul settore autostradale in concessione” del 2016, da cui emerge una mancata attuazione di interventi sulla A10-A7-A12 pari a 72,89%. Il piano però include i lavori per la Gronda mai partiti.

“Sono d’accordo con il sindaco e ho sentito più volte anche il procuratore Cozzi, bisogna puntare all’abbattimento nel più breve tempo possibile di tutto quello che rimane del ponte Morandi, una brutta carcassa e un brutto simbolo”, afferma il governatore della Liguria Giovanni Toti. “Stante le rilevate condizioni di pericolo, si resta in attesa di conoscere le attività che Autostrade per l’Italia, soggetto gestore dell’infrastruttura autostradale A10, intende immediatamente porre in essere, nel rigoroso rispetto delle azioni richieste dall’Autorità Giudiziaria, per la messa in sicurezza o demolizione dei tronconi del viadotto non collassati ed instabili”, ha scritto Toti in una lettera inviata a Autostrade.

“C’è una questione di tempi”, ma “la politica ha già detto che di quel ponte non resterà su né l’ala di levante né di ponente. Verrà completamente smantellato. E i costi sono a carico di Autostrade: è il concessionario della tratta l’unico autorizzato a fare i lavori, fino a quando i percorsi presi dal governo sulla revoca non arriveranno a destinazione, ha detto ancora il governatore Toti. “Ogni intervento sul ponte e la sua eventuale costruzione spetta al momento ad Autostrade. Se cambieranno le condizioni di legge, vedremo”.

Una ferita trasferita all’ospedale San Martino – Uno dei feriti nel crollo è stato trasferito dall’ospedale di Villa Scassi al San Martino. Si tratta di Camilla Scabini, 24 anni, ricoverata in Terapia Intensiva al Dea. Ha riportato la frattura del bacino e di una mano e un trauma toracico, con pneumotorace. Gianluca Ardini rimane in osservazione presso Traumatologia d’Urgenza del padiglione Specialità. Eugeniu Babin, cittadino moldavo del 1983 residente in Italia, è stato sottoposto a nuovo intervento neurochirurgico. A giorni verrà trasferito per la riabilitazione in fisioterapia. Yelina Natalya, compagna di Babin, cittadina ucraina, è stabile e nei prossimi giorni verrà trasferita per la riabilitazione.

 

fonte ansa.it

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