Inquietanti rapporti e tutti da chiarire tra , l’ex capo dei sevizi il Generale dei Carabinieri,  Arturo Esposito, il fratello,( l’attuale Questore di Roma)  ex capo della Questura di Trapani, Carmine Esposito adesso finito pure dentro l’inchiesta Montante

 

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CORRUZIONE ED INFORMAZIONI RISERVATE DAI SERVIZI: IL GENERALE ESPOSITO PUNTO DI PARTENZA DELLA FILIERA

Montante, giudice manda verbali in procura: “ si indaghi sui servizi”

La gup Grazia Luparello, che  ha condannato in abbreviato l’ex presidente di Confindustria a 14 anni di carcere, ha trasmesso in procura i verbali di due testimoni “per le valutazioni di competenza”: si tratta di Mario Parente e Valerio Blengini, rispettivamente direttore e vicedirettore dell’Aisi, il servizio segreto civile

Al centro del caso c’è Andrea Cavacece, uno degli imputati nel processo Montante attualmente in corso col rito ordinario. L’agente dei servizi è accusato di aver girato all’ex direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, notizie sull’indagine a carico del colonnello Giuseppe D’Agata. Quelle notizie sarebbero poi arrivate all’ex presidente del Senato, Renato Schifani, al tributarista Angelo Cuva, fino allo stesso D’Agata. Per questo motivo Schifani, Esposito, Cuva e D’Agata sono indagati.

La gup Luparello, però, ha inviato anche il verbale del direttore dell’Aisi, Parente, che ha alle spalle una lunga carriera ai vertici del Ros mai macchiata da alcuna ombra.”Attendiamo di leggere le argomentazioni della giudice per capire il perché di questa trasmissione di atti“, fanno sapere – sempre al quotidiano Repubblica – dalla procura. Parente aveva detto all’avvocato di Cavacece – nell’ambito di un’indagine difensiva – che Blengini gli raccontò di quelle domande su D’ Agata. Ma ha precisato “di non averne parlato né con Cavacece, né con il direttore Esposito, in quanto la notizia era indeterminata”.

 

Il questore Esposito finisce nell’inchiesta

L’Ex Questore di Trapani  è indagato per ragioni di competenza territoriale dal pm di Palermo.

Nell’ordinanza del Gip si legge che il 31 marzo del 2014 i cellulari di Montante e del questore Esposito si scambiano attorno alle 20 e 20 tre sms. Il giorno dopo il cellulare di Montante si sposta da Serradifalco a Palermo e poi aggancia una cella vicina al ristorante Charme dalle 11 e 47 fino alle ore 15 e 21. Nell’informativa si citano altre telefonate tra i due cellulari in quel periodo e una sovrapposizione di celle il 13 maggio 2014. 

 

Il generale Arturo Esposito, direttore dell’Aisi dal 2012 al 2016, sarebbe stato «parte integrante del circuito relazionale» dell’ex capo di Sicindustria, Antonello Montante. Lo si legge nell’ordinanza del gip di Caltanissetta che rileva come il generale – tra i 22 indagati dell’inchiesta – fosse stato attratto nell’orbita di Montante «attraverso l’usuale schema comportamentale di quest’ultimo e cioè l’elargizione di favori da portare poi all’incasso alla prima occasione utile».

L’ex capo dell’Aisi viene definito nell’ordinanza come il «punto di partenza della filiera» che ha informato il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata, all’epoca dei fatti all’Aisi, di essere indagato da parte della Dda di Caltanissetta. Il documento dà conto di «consolidati rapporti» tra Montante e Esposito, così come anche con il predecessore di Esposito all’Aisi, il generale Giorgio Piccirillo. D’Agata e Montante sono stati, secondo il gip, destinatari di notizie riservate acquisite dall’Aisi per ostacolare le indagini.

Nelle conversazioni telefoniche intercettate tra D’Agata e la moglie Rosaria Battiato non si nomina direttamente il generale, ma lo si indica come «iddru» (lui, in dialetto siciliano) o «il numero uno della ditta». Si riporta inoltre che Esposito il 21 gennaio 2016 era stato a Palermo «per attingere con ragionevole certezza ulteriori informazioni in merito alle indagini in corso sul D’Agata».

Che poi il colonnello fosse indagato, il generale non lo ha riferito direttamente a D’Agata, ma gli ha fatto avere la notizia attraverso «un tortuoso giro». Rosaria Battiato, in una telefonata, sostiene che il generale si stesse dando da fare in favore del marito «per evitare che questi “accappottasse!” e, di conseguenza, facesse “accappottare” anche lui».

«No, picchì – dice la donna – iddru dici si chistu accapottta mi fa accappottare a mia». L’ordinanza evidenzia anche come D’Anna sia transitato dai carabinieri all’Aisi proprio attraverso la raccomandazione di Montante.

Il generale, spiega il gip, era prontamente ragguagliato da tutto ciò che veniva detto dall’ex dirigente dello Sco, Andrea Grassi al capo di reparto del’Aisi Andrea Cavacece in merito alle indagini su Montante e si è attivato «in maniera costante e nel corso del tempo, per porre in essere condotte per ostacolarle anche in funzione dei propri interessi».

ilcircolaccio

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