Dei due fratelli Esposito, Arturo era quello più altolocato. È stato Capo di Stato Maggiore dei Carabinieri, nonché comandante dei servizi segreti civili nazionali. È sotto processo a Caltanissetta per avere favorito il colonnello Giuseppe D’Agata, la gola profonda di Montante dentro l’Arma dei Carabinieri e tra gli 007. Anche il D’Agata è sotto processo, assieme al suo diretto superiore.
Carmine, il più piccolo dei due fratelli Esposito, attualmente fa il questore a Roma. E’ inutile dirlo che fa parte della compagnia di giro del magistrato Luca Palamara, al centro della sconvolgente inchiesta che coinvolge tutti quanti vertici della  magistratura italiana. In Sicilia il questore Esposito cenava e confabulava con Antonello Montante, il finto apostolo della legalità, recentemente caduto in disgrazia. Mentre a Roma va ancora a pranzo ed a cena con Palamara. E’ stato messo a capo della questura della Capitale lo scorso anno da Matteo Salvini, che non ha tenuto conto che Esposito junior era sotto inchiesta presso la Procura di Palermo. Quando era questore a Trapani è stato pizzicato assieme ad Antonello Montante mentre discutevano, e poi decidevano assieme, di confiscare, ingiustamente, un’azienda del valore di venti milioni di euro che, recentemente, è stata restituita ai legittimi titolari. A beneficio di quanti ancora non conoscono l’ex leader nazionale di Confindustria, Antonello Montante, col quale anche i due potenti fratelli campani si raccordavano, ci limitiamo soltanto a ricordare che si tratta di un soggetto già condannato, presso il Tribunale di Caltanissetta, a 14 anni di reclusione, per associazione a delinquere, corruzione e spionaggio.
La notizia di oggi è: la Procura di Palermo, ad ottobre del 2019, ha concluso le indagini a carico del questore di Roma Esposito, che risulta inquisito per «rivelazione di notizie riservate», riferite all’ex ‘padrino dell’antimafia’, Antonello Montante.
Adesso si attende l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

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