“ll Dpcm appena emesso dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ci taglia le gambe, ci avvia verso la chiusura.

Ugo Falsone manifesta tutta la preoccupazione per uno stop che, certamente, non sarà breve.

Ma c’è di più: il provvedimento di Conte ci impedisce di programmare qualunque congresso per il futuro.

E ciò malgrado siano state adottate da parte nostra tutte le misure per ridurre al minimo i rischi”. (Grandangolo Agrigento)

Su altri media

Coronavirus, nuovo Dpcm: cosa ne pensano i cittadini di Napoli. Pareri discordi su chiusure entro mezzanotte e deleghe a sindaci. Napoli, 19 ott. (askanews)

Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa per illustrare le misure della manovra, trasmessa su Facebook sulla pagina di palazzo Chigi. Abbiamo messo in campo 5-6 miliardi per varare già, da metà dell’anno, l’assegno unico». (Il Sole 24 ORE)

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a proposito delle critiche dei sindaci al nuovo Dpcm. (askanews)

Il nuovo Dpcm e la scuola
Il nuovo Dpcm e la scuola

Ora invece abbiamo lavorato, per fare i test, distribuire le mascherine, abbiamo lavorato nelle scuole, negli uffici per garantire la massima sicurezza e ora dobbiamo garantire una strategia diversa: la curva è obiettivamente preoccupante, ci stiamo predisponendo per evitare il lockdown generalizzato, ma non possiamo escludere che se le misure non daranno effetti saremo costretti a tararle più efficacemente e arrivare a lockdown circoscritti perchè uno generalizzato dobbiamo evitarlo». (ilovepalermocalcio.com – Il Sito dei Tifosi Rosanero)

È stato uno sgarbo istituzionale, sembrava un modo per scaricare sui sindaci la responsabilità” delle chiusure. Insomma- ha detto Conte – ci simao impegnati per garantire la massima sicurezza ovunque e ora dobbiamo garantire una strategia diversa“. (l’eco di caserta)

Scuola dell’Infanzia e Primo ciclo di istruzione. Per quanto concerne la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, nulla cambia, nella riconosciuta priorità di garantirne l’ordinato svolgimento in presenza dell’attività educativa e didattica, al fine di rispondere a precise motivazioni didattiche e ad una esigenza sociale complessiva. (Giornale Nisseno)

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