Sanità siciliana allo sbando tra scandali e bugie. Miliardi spesi per dare servizi pessimi, per chiudere ospedali strategici in nome delle clientele politiche. Da Cuffaro a Musumeci , senza dimenticare l’antimafioso Crocetta , la sanità è stata gestita come bancomat di voti e forse di altro

Covid: audio shock e letti fantasma in Sicilia, ecco cosa ha scoperto Non è l’Arena


Il 4 novembre, il giorno in cui Mario La Rocca invitava i manager della sanità siciliana a «caricare i posti», sulla piattaforma Gecos risultano 54 letti, tutti disponibili, nel reparto Covid dell’ospedale di Petralia Sottana. Ma tre giorni dopo, il 7 novembre, in un documento ufficiale dell’Asp di Palermo, viene comunicata l’attivazione di appena 10 letti.

È una delle anomalie denunciate da Non è l’Arena. Il programma di Massimo Giletti, partendo dall’audio rivelato da La Sicilia, ha realizzato un approfondimento sul campo. E così è venuta fuori questa falla, che i vertici dell’ospedale “Madonna Ss. dell’Alto”, intervistati da Daniele Bonistalli, non hanno saputo giustificare, giocando sull’equivoco di «posti previsti dalla Regione» e di «previsione di apertura». «Io non lavoro col direttore La Rocca», dice uno dei responsabili dell’ospedale.

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ospite in studio, ha detto: «I Nas hanno verificato i numeri al 25 novembre: sono 50 per l’area medica, di cui 16 occupati». Non il 4 settembre, secondo il programma di Giletti, che ha espresso perplessità:
«Noi abbiamo mandato le telecamere…». Si aspetta adesso l’esito
degli ispettori del ministero.
Un operatore sanitario del Civico. intervistato dall’inviato di Non è l’Arena, rivela: «Non si spiega perché le aree d’emergenza sono sovraccariche e i malati Covid restano lì per giorni, se come dice la Regione questi posti ci sono». E chiosa: «Al 4 novembre i numeri non erano quelli che sono stati dichiarati».

Fonte: La Sicilia

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