Stamattina i radicali di Marco Cappato hanno consegnato a Roma, in Cassazione, le firme del supposto referendum per l’eutanasia. Il Popolo della Famiglia, per voce del suo Presidente nazionale, Mario Adinolfi, ha contestualmente smascherato la mortifera manovra: 
“in realtà si è firmato per abrogare le pene dall’art. 579 che punisce l’omicidio di consenziente”.

Firenze, 8.10.2021

 
stamani a Roma: chi salta, contro la vita è.
 
Il Popolo della Famiglia Firenze rilancia l’azione del suo Presidente nazionale, stamani a Roma, alla consegna a Roma, in Cassazione, da parte dei radicali di Marco Cappato, delle firme del supposto referendum per l’eutanasia. Mario Adinolfi, con una delegazione del Popolo della Famiglia ha contestato stamane il deposito delle firme del referendum sull’eutanasia, dichiarando:
Sono andato con gli amici del PdF di Roma di fronte alla Cassazione per smascherare l’imbroglio che Marco Cappato ha rifilato a 1,2 milioni di italiani, che hanno creduto di firmare per l’eutanasia, ma in realtà hanno firmato per abrogare le pene dall’art. 579 che punisce l’omicidio di consenziente. Quest’estate a Porto Empedocle un ragazzo di 26 anni, Mirko, si è fatto sparare in testa da un amico dopo la delusione per un concorso andato male.
Secondo l’orrido mercato di morte propugnato dai sostenitori del referendum questo atto dovrebbe essere depenalizzato e lo sarebbe se vincessero. Ma loro per primi sanno che non si voterà mai sul loro quesito, perché la Corte Costituzionale (proprio per l’orrore a cui apre) lo rigetterà per la vacatio legis che ne deriverebbe. Sanno tutto benissimo, ma imbrogliano gli italiani attraverso i media e gli influencer come Fedez, che spacciano le loro bugie. L’eutanasia può arrivare solo per legge ed è una legge che noi contrasteremo fino in fondo perché siamo i figli della pastorale di Papa Francesco contro la cultura dello scarto. L’eutanasia per via referendaria comunque non si può ottenere e i promotori hanno estorto firme su un quesito che diceva tutt’altro per esercitare indebita pressione. Noi ora chiediamo come Popolo della Famiglia agli altri partiti da che parte stanno. Per ora contro Cappato si è sentita solo la nostra voce è il ragazzo si è pure irritato che a piazza Cavour ci fossero i dissenzienti rispetto alla sua cultura della morte. Alla fine saremo in tanti e vinceremo difendendo l’ordinamento giuridico della Repubblica che, fin dalla Corte Costituzionale, non potrà che valutare come irricevibile questo quesito-imbroglio venduto coi metodi di Wanna Marchi. Di certo il Popolo della Famiglia di costituirà presso la Consulta per rappresentare i legittimi interessi altri rispetto a quelli dei proponenti”.
Il referente del Popolo della Famiglia per Firenze, Pier Luigi Tossani, aggiunge:
La nostra società, nelle sue molteplici articolazioni, dando spazio alle pulsioni e alle pressioni mortifere, si sta semplicemente suicidando, e questo non è bello, a differenza di quanto sostengono Marco Cappato e i suoi amici. Sgombriamo il campo dagli equivoci: in nessuna società, compresa la nostra, ci potranno mai essere vera crescita, vero progresso e vero sviluppo – in sintesi, vera civiltà – senza che venga difesa, tutelata e promossa la vita umana, anche e soprattutto nelle condizioni più difficili”.
Qui, il video dell’intervento di Adinolfi su Cappato, questa mattina. Chi salta, contro la vita è.

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