L’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, l’imprenditore Carmelo Turco, interrogato per sua volontà al processo “Sistema Montante bis”. I dettagli.

Innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Caltanissetta, Emanuela Carrabotta, è in corso l’udienza preliminare al processo cosiddetto “Sistema Montante Bis”, con 13 imputati tra esponenti politici, ex assessori regionali, imprenditori e rappresentanti delle forze dell’ordine. Si tratta del troncone politico delle indagini sul “Sistema” da cui, tra l’altro, è emerso che l’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, Antonello Montante, avrebbe manovrato, assecondando i propri interessi, parte dell’allora governo regionale presieduto da Rosario Crocetta. Tra gli imputati, oltre Montante, vi sono gli imprenditori Rosario Amarù, Giuseppe Catanzaro e Carmelo Turco. “Rosario Crocetta – come si legge nel capo d’imputazione – si è reso a disposizione di Montante asservendo, agli interessi suoi e dei soggetti a lui legati, gli apparati dell’amministrazione regionale sottoposti, direttamente o indirettamente, ai suoi poteri di indirizzo, vigilanza e coordinamento. In cambio Crocetta avrebbe ottenuto dagli imprenditori Catanzaro, Amarù e Turco fondi in nero per finanziare la sua campagna elettorale del 2012”. Ebbene, adesso Rosario Crocetta – come rivelato dal suo difensore, l’avvocato Vincenzo Lo Re, abita in una casa vicino al mare in un paesino della Tunisia, dove ha assunto la residenza. Ancora ebbene, l’imprenditore Carmelo Turco, ex leader di ConfIndustria Sicilia, per sua volontà è stato sottoposto ad interrogatorio. Lui, Turco, difeso dall’avvocato Giacomo Ventura, è imputato, tra l’altro, di avere assunto in ConfIndustria Sicilia Linda Vancheri, quando era già noto che sarebbe stata nominata assessore regionale. E ciò per consentirle di beneficiare di alcuni rimborsi. E Turco ha spiegato: “Quando ho assunto Linda Vancheri non sapevo nulla della sua imminente nomina. Peraltro, quando lei ha chiesto i rimborsi a ConfIndustria era il 2015, e il presidente di ConfIndustria non ero più io ma Marco Venturi. Io l’avevo assunta nel 2012. A seguito di questa vicenda seppi dell’indagine a mio carico dai giornali. Ancora non avevo ricevuto nessun avviso di garanzia. La notizia dell’inchiesta peraltro portò l’Eni a revocarmi tutti i contratti facendo nascere un contenzioso di 38 milioni di euro e costringendomi a licenziare 300 operai, con altrettante famiglie rimaste senza un lavoro”. E poi, in riferimento ai suoi rapporti con Antonello Montante, Carmelo Turco ha aggiunto: “La mia famiglia i contratti con l’Eni li faceva già nel 1965, da quattro generazioni. Per cui da Montante non sono mai stato agevolato in nessun modo”. E poi, a proposito dell’avere lui finanziato illecitamente la campagna elettorale di Rosario Crocetta, Turco ha replicato: “Ho finanziato la campagna elettorale di Rosario Crocetta con un bonifico di 5mila euro, regolarmente dichiarato, perché era la prima volta che un gelese era candidato alla presidenza della Regione, nella speranza che potesse ben operare sul territorio” – ha concluso. Prossima udienza sabato 19 marzo. Turco, Amarù, Catanzaro e lo stesso Montante avrebbero versato ciascuno circa 200mila euro per sostenere la candidatura di Rosario Crocetta, che ha già replicato così: “Mai presi fondi neri per la mia campagna elettorale. In genere servono per comprare voti e io non ho mai pagato nessuno in vita mia. I contributi che ho ricevuto, roba da 5mila euro, sono arrivati da imprese di Gela. E’ tutto tracciabile e in regola con la legge. Se poi queste imprese aderivano a ConfIndustria non lo so. So invece che SicIndustria non mi ha dato un euro”.

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