+++ COMUNICATO PER LA STAMPA +++

Siracusa, 28 ottobre 2022 – Il fratelli Claudio e Giovanni Aprile, sono stati assolti dalle accuse di violenza pluriaggravata a pubblico ufficiale, detenzione di materiale esplodente, minacce e danneggiamento, reati aggravati dal metodo mafioso nei confronti dell’avv. Adriana Quattropani che nel dicembre del 2017, quale curatore fallimentare e quindi nello svolgimento delle sue funzioni di pubblico ufficiale, subí il danneggiamento della propria autovettura a mezzo di una bomba carta.
Il Tribunale di Siracusa, collegio penale, presieduto dalla Dott.ssa Storaci e dalle giudici Belpasso e D’Antoni ha ritenuto che i due imputati non ebbero alcun ruolo in quella vicenda, mandandoli così assolti, con la formula “per non aver commesso il fatto”.
Inoltre i due, assieme agli imputati Sergio Arangio e Giuseppe Di Salvo, difesi dagli Avvocati Nino Campisi e Giuseppe Gurrieri, erano accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, accuse che all’esito del processo di primo grado, sono state riconosciute totalmente insussistenti.
Il processo spuntava due pesanti ipoteche. La prima, riguardava il fatto che altri tre imputati accusati dei medesimi fatti e che avevano deciso di essere giudicati con rito abbreviato nel dicembre 2020 erano stati definitivamente condannati dalla Cassazione. L’altra ipoteca riguardava l’enorme eco mediatico che i fatti avevano suscitato a seguito dell’arresto nell’aprile 2018 di Giovanni Aprile, arresto poi annullato dal riesame.
Tra le pieghe dell’indagine svolta anche con l’ausilio del captatore informatico (trojan) secondo il GIP di Catania era emersa l’organizzazione di un piano omicidiario nei confronti del giornalista modicano Paolo Borrometi. In realtà, già il Procuratore Carmelo Zuccaro, in risposta a una richiesta della Commissione Regionale Antimafia, scriveva che si trattava di una interpretazione del giornalista, ciò nonostante c’era stata una levata di scudi a difesa del giornalista da parte di rappresentanti delle istituzioni, dal mondo dello spettacolo e, secondo quanto affermato dal giornalista, anche da parte di Papa Francesco.
Dopo quasi cinque anni dai fatti, ciò che conta è l’assoluzione per non aver commesso il fatto.

Avv. Giuseppe Gurrieri

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