Da una parte Alfredo Morvillo, magistrato, fratello della pm Francesca Morvillo e quindi cognato di Giovanni Falcone, entrambi morti nella strage di Capaci. Dall’altra Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo, ucciso nell’attentato di via D’Amelio. La protesta dei fratelli delle vittime simbolo della lotta alla mafia si leva nel giorno in cui si chiudono le commemorazioni delle stragi del 1992. Morvillo ha annunciato che non andrà alla cerimonia conclusiva, in programma nell’aula bunker dell’Ucciardone a Palermo: “In una giornata dedicata solennemente a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – dice – non si può accettare di condividere questo momento con personaggi, inevitabilmente invitati, che non hanno nulla a che fare con i nostri amatissimi indimenticabili giudici” e che “dall’alto delle loro responsabilità istituzionali, non tralasciano di mandare alla cittadinanza messaggi di pacifica convivenza con ambienti notoriamente in odore di mafia, riconoscendo a soggetti, che hanno stretto accordi con la mafia, piena legittimazione etica e sociale, così calpestando il ricordo di chi per la lotta alla mafia ha dato la vita”. Borsellino ha messo il carico, confermando non solo di condividere le parole di Morvillo ma accusando “personaggi che, nonostante non siano dei mafiosi, non hanno mai apertamente preso le distanze, dissociandosi, dall’appoggio che figure, dichiaratamente in odor di mafia o addirittura condannate per mafia, hanno manifestato loro durante la recente campagna elettorale. Questi personaggi non saranno sicuramente graditi alle commemorazioni del 19 luglio per Paolo in via d’Amelio. Lo dico sin da adesso. Mi riferisco al sindaco di Palermo e al presidente della Regione siciliana”, cioè Roberto Lagalla e Renato Schifani.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/11/12/stragi-di-mafia-il-giudice-morvillo-non-va-alle-commemorazioni-li-ce-chi-manda-messaggi-di-convivenza-con-ambienti-di-cosa-nostra/6870925/

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