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“Abbiamo sopportato per una settimana le gratuite accuse di essere la stampella dell’ex maggioranza che sostiene il governo Schifani attribuendo a Cateno De Luca il ruolo di vicepresidente in pectore del Parlamento siciliano quale compenso di un nostro presunto sostegno per l’elezione del presidente dell’assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno.

Dalla composizione dell’ufficio di Presidenza che oggi si è definito in aula è chiaramente emerso che Cateno De Luca non ha mai chiesto alcuna posizione a titolo personale e il tradizionale rito di chi ha fatto sempre finta opposizione nel parlamento siciliano si è riproposto in salsa Cinque Stelle e PD.

Pur avendo titolo a richiedere alle opposizioni di votare come vicepresidente del parlamento siciliano Cateno De Luca, essendo il candidato dell’opposizione più votato dal popolo siciliano, abbiamo ben volentieri accettato la richiesta di Cinque stelle di votare Nuccio Di Paola nonostante si sia qualificato alle elezioni regionali al quarto posto.

La maggioranza di Schifani ha preferito lo stesso Di Paola quale presidente vicario con alcuni voti che sono stati determinanti per battere la candidata ufficiale Lantieri.

Non abbiamo partecipato alla spartizione dei rimanenti posti dell’ufficio di presidenza con i questori e i segretari perché siamo fermamente convinti che la moralizzazione della politica debba iniziare proprio da Palazzo dei Normanni rendendo pubbliche tutte le dinamiche che all’ombra del parlamento siciliano forniscono una rappresentazione distorta tra maggioranza e pseudo opposizione.

In questi giorni scanditi da incontri e riunioni per la definizione dell’ufficio di presidenza ancora una volta abbiamo assistito alle vecchie dinamiche “mamma ciccio mi tocca… ciccio toccami che mamma non c’è”.

Questa fase iniziale conferma ciò che qualcuno ha cercato di mettere in dubbio, attribuendoci ruoli che non abbiamo né richiesto né voluto, ovvero che siamo l’unica e autentica opposizione all’ex maggioranza di Schifani e alle pseudo opposizioni PD e Cinque Stelle.

È la prima volta nella storia del parlamento siciliano che un candidato alla presidenza della Regione qualificatosi secondo con la propria forza politica non entra a far parte dell’ufficio di presidenza che ha sempre rappresentato il luogo dell’inciucio e delle prebende.

Ho partecipato a tutti gli incontri organizzati tra maggioranza ed opposizioni in nome e per conto dei gruppi parlamentari Sicilia Vera e Sud chiama Nord per non sottrarci al leale confronto tra le parti politiche presenti in parlamento, ma abbiamo sempre detto no a qualunque nostro coinvolgimento che potesse ingenerare fraintendimenti nei confronti degli elettori che ci hanno attributo il ruolo di vera opposizione al governo Schifani. Abbiamo inteso prendere le distanze anche dalle finte opposizioni che ancora una volta hanno scelto di mangiare la mela del peccato accettando anche quei voti di Schifani necessari per i ruoli che hanno conquistato. Per la votazione del segretario d’aula abbiamo votato per il nostro deputato Alessandro De Leo sventando lo squallido tentativo di coinvolgerci nella “mangiatoia di palazzo dei Normanni” con il voto di una parte della maggioranza di Schifani, di parte del Pd e di una parte di Cinque Stelle sul nostro deputato Giuseppe Lombardo. Anche tale scorrettezza si è rivelata vana perché abbiamo dato una ulteriore lezione di etica con le immediate dimissioni dalla carica di segretario d’aula dello stesso Giuseppe Lombardo. Auguriamo comunque all’intero ufficio di presidenza un proficuo lavoro.”

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