Cosche Villaseta e Porto Empedocle”: indagato collabora con i magistrati
Nell’ambito dell’inchiesta sulle famiglie mafiose di Agrigento Villaseta e di Porto Empedocle, già sfociata in tre distinte operazioni, la prima il 17 dicembre del 2024, la seconda il 13 gennaio la terza lo scorso 10 luglio, uno degli indagati, arrestato dai Carabinieri il 10 luglio, ha iniziato a collaborare con i magistrati. Lui avrebbe raccontato le modalità di approvvigionamento della droga, anche tramite Telegram, aggiungendo, tra i dettagli, di essere stato minacciato, per un debito dopo un acquisto di stupefacenti, da Gaetano Licata, di Agrigento, e da James Burgio, di Porto Empedocle, il quale lo avrebbe contattato video – telefonandogli dal carcere con un telefonino clandestino. L’aspirante collaboratore ha riferito di avere ricevuto minacce di morte anche poco dopo l’arresto, con messaggi e insulti del tipo “sbirro” e “infame”.


