Gioco d’azzardo, la Sicilia tra le regioni italiane a maggiore vocazione

Continua a crescere il mercato del gioco d’azzardo pubblico e legale, tra impatto economico e pericoli da non nascondere. Gli ultimi numeri parlano di un mercato che ha superato i 157 miliardi di euro, praticamente il 7,2% del Prodotto Interno Lordo Nazionale, superiore, per intenderci, di 20 miliardi rispetto alla spesa sanitaria complessiva.
Dall’altro però ci sono i rischi legati al gioco patologico, alla sua percezione e alla rete di supporto per chi cade nella sua rete. A occuparsi di tutto questo è stata una recente ricerca targata SWG in collaborazione con Brightstar e Formich, che ha coinvolto direttamente psicologi e psicoterapeuti. Il 61% di loro, infatti, ha spiegato di aver avuto almeno uno paziente con problematiche legate al gioco. Interessante è anche notare dove lavorano questi professionisti: l’89% presso studi privati, il 3% in strutture pubbliche. Una differenza abissale tra due mondi, a conferma di come ci sia ancora timore a rivolgersi a enti pubblici per problematiche di questo tipo. Entrando nel dettaglio della ricerca, poi, il 70% dei terapeuti risponde che il percorso dei propri pazienti è iniziato su invito dei familiari mentre il 27% su pressione di amici e colleghi. Dati che confermano la mancata percezione del fenomeno da parte del giocatore patologico e che sottolineano l’importanza della rete famigliare e di amici. Infine, ecco il profilo medio del giocatore patologico: generalmente uomo (81% dei casi), adulto (6 casi su 10), con meno incidenza tra chi ha problemi economici (18%) rispetto a chi ne è privo (36%).
Ma entriamo nel dettaglio dei dati della nostra regione, dove il gioco d’azzardo, in particolare l’online, registra i valori tra i più alti in Italia. Province come Siracusa, Messina e Palermo si collocano stabilmente nella parte alta delle classifiche nazionali, con giocate medie pro capite superiori ai 3.000 euro annui nella fascia 18-74 anni. Si tratta di un incremento costante, che nel 2024 ha superato il 60% in alcune aree, in linea con l’andamento di tutto il centro-sud. A destare preoccupazione è la diffusione del gioco a distanza che appare strettamente legata anche a fenomeni di illegalità e riciclaggio, confermando come la debolezza socioeconomica regionale possa alimentare l’illusione del guadagno facile. “Già da qualche anno diciamo che dietro questi numeri enormi c’è una importante quota di giocato dalle mafie e lo ribadiamo anche quest’anno – ha spiegato il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – Il gioco online sta dando una enorme mano alla criminalità, chiediamo che le forze dell’Ordine e le Prefetture mettano in atto un attento monitoraggio di questi enormi flussi di denaro”.
Un’azione di collaborazione e di contrasto che è diventata ormai imprescindibile per garantire a tutto il comparto stabilità, legalità e responsabilità. Per garantire, insomma, luoghi sicuri e trasparenti dove giocare. Siano essi online o nel settore fisico.



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