Agrigento Capitale della Cultura: il naso cresce, ma i turisti no e il sindaco fa Pinocchio
Tra conferenze stampa entusiaste e statue di Pinocchio, la città scopre che la cultura non si finanzia con le favole.
Agrigento, la città dei templi e — pare — delle illusioni culturali. Dopo mesi di proclami trionfali e dichiarazioni sorridenti, arriva la conferma ufficiale: “Va tutto bene, siamo un modello di successo!” dice il sindaco, con la serenità di chi non guarda mai i bilanci, ma solo gli orizzonti del mare.
La “Capitale Italiana della Cultura”, secondo la versione ufficiale, ha portato entusiasmo, eventi, visitatori e soprattutto… comunicati stampa. Nella realtà, invece, molti cittadini si chiedono dove siano finiti i risultati concreti — e, in certi casi, anche i soldi. Ma tranquilli: tutto regolare, parola di chi non arrossisce, ma rischia solo che gli cresca il naso.
Nel frattempo, in piazza Stazione troneggia una statua di Pinocchio, simbolo involontario (o forse no?) di questa stagione amministrativa. Una scelta artistica azzeccata: il burattino di legno, almeno, è sincero nella sua finzione.
I più maligni sostengono che la statua sia lì per ricordare ai cittadini che, quando si parla di promesse politiche, meglio tenere un metro a portata di mano: non si sa mai quanto possano allungarsi.
Ma Agrigento resta ottimista. Dopotutto, nella favola, anche Pinocchio alla fine diventa un bambino vero. E chissà che un giorno, pure la “Capitale della Cultura”, diventi una città vera, fatta di progetti, trasparenza e… meno legno.
E intanto Miccichè dice che va tutto bene… una bugia stile Pinocchio ( non quello in piazza stazione).



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