“Antimafia Montagna”: revocata una sorveglianza speciale

Daniele Fragapane, cugino del capomafia di Santa Elisabetta Francesco, non è socialmente pericoloso. Revocata la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

Daniele Fragapane, 40 anni, di Santa Elisabetta, non è socialmente pericoloso. A lui, cugino del capomafia sabettese Francesco Fragapane, 43 anni, figlio del capo storico Salvatore, la Corte d’Appello di Palermo, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Giuseppe Barba, ha revocato la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. I giudici hanno riconosciuto che l’episodico contributo reso a suo tempo da Daniele Fragapane a Cosa Nostra non giustifica la sua attuale pericolosità sociale. E infatti il 22 maggio del 2018, appena arrestato in Belgio e poi estradato in Italia, Daniele Fragapane così rispose ai magistrati: “Con mio cugino Francesco ci sono solo rapporti di parentela, lo accompagnavo con la macchina perché aveva la sorveglianza speciale e non poteva guidare ma non so cosa facesse. I Carabinieri sono andati a cercarmi a casa di mia suocera che gli ha indicato la mia residenza. Quando mi ha avvisato, sono andato alla polizia e mi è stato detto di aspettare che arrivasse un provvedimento delle autorità italiane. Non sono fuggito, vivo e lavoro da tempo in Belgio”. Il precedente 13 maggio la Procura antimafia di Palermo firmò un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Fragapane, indagato di concorso esterno all’associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Montagna”. Fu localizzato in Belgio dai Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, che lo hanno segnalato alla Polizia belga. In particolare è stato arrestato a Le Roeulx, a 45 chilometri da Bruxelles, dove è conosciuto come calciatore e come dirigente di un club sportivo. Poi l’ipotesi di reato di concorso esterno alla mafia è stata riqualificata in favoreggiamento, e Daniele Fragapane lo scorso 29 settembre è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione nel secondo processo d’Appello dopo l’annullamento con rinvio dalla Cassazione della condanna a 6 anni di carcere inflitta per concorso esterno.

teleacras angelo ruoppolo

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