Sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Paternò
Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Paternò e l’affidamento della gestione del Comune, per la durata di diciotto mesi, a una commissione straordinaria. Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose è stato disposto dopo la relazione da parte della commissione di accesso antimafia, nominata dall’allora prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi. In particolare l’accesso ispettivo al Comune è stato disposto in seguito all’operazione antimafia “Athena”, condotta dai carabinieri della compagnia di Paternò, con il coinvolgimento anche del sindaco Nino Naso, dell’ex assessore Turi Comis e dell’amministratore Pietro Cirino, indagati e oggi imputati per voto di scambio politicomafioso, insieme agli esponenti della criminalità organizzata Vincenzo Morabito, presunto reggente e uomo legato ai Laudani di Catania, e a un presunto affiliato al clan, Natale Benvenga.

Il sindaco Naso commenta: “Siamo certi che i nostri atti amministrativi sono stati sempre improntati al rispetto della rigorosa osservanza delle leggi e della legalità. Il provvedimento del Consiglio dei ministri non ci coglie di sorpresa, ma conferma che, nonostante la correttezza dell’azione amministrativa, si possono operare scelte politiche che danneggiano un’intera comunità”.



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