Diffamazione contro Cicero, il Tribunale di Palermo condanna Arnone: 25.000 euro di multa, risarcimento danni e atti trasmessi in Procura

Il Tribunale di Palermo ha condannato l’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone, alla multa di 25.000 euro per diffamazione aggravata e reiterata a danno di Alfonso Cicero, già presidente dell’Irsap, riconoscendogli inoltre 20.000 euro a titolo di risarcimento danni, oltre al pagamento delle spese legali, quantificate in 3.592 euro, e delle spese processuali. La sentenza è stata emessa dalla terza sezionale penale del Tribunale di Palermo presieduta da Alessia Lupo. Cicero si è costituito parte civile tramite l’avvocato Annalisa Petitto.

L’avvocato Annalisa Petitto

Il Giudice ha inoltre disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Palermo per le opportune valutazioni in ordine ad eventuali reati ravvisabili nelle dichiarazioni, orali e scritte, rese da Arnone nel corso del processo nei confronti del Pubblico Ministero, di Cicero e del suo difensore, l’avvocato Petitto.
Secondo quanto contestato nei capi di imputazione, il 18 maggio 2015, innanzi al Palazzo di Giustizia di Palermo, Arnone ha esposto un maxi striscione recante numerose accuse, ritenute false e gravemente diffamatorie, nei confronti di Cicero, all’epoca presidente dell’Irsap. Munito di microfono e alla presenza di operatori audio e video che registravano le sue dichiarazioni, Arnone diffuse ulteriori affermazioni denigratorie, lesive della reputazione di Cicero.
In sintesi, Cicero fu ingiustamente indicato da Arnone come autore di gravissimi illeciti, come soggetto organico a una presunta “associazione a delinquere” e come esecutore di ordini illeciti e clientelari, accusandolo inoltre di illecita attribuzione di incarichi legali dell’Irsap ad alcuni avvocati e, per tali ragioni meritevole di indagini nonché di essere giudicato a processo.
Arnone è attualmente imputato in cinque procedimenti penali in cui Cicero è parte offesa e parte civile, sempre assistito dall’avvocato Petitto.

Commento all'articolo