“Clan Villaseta e Porto Empedocle”: aggiornamenti

Disposto il processo, in abbreviato, per il netturbino presunto custode delle armi del clan di Villaseta. Il 17 dicembre la requisitoria per tutti gli imputati.

Il 21 dicembre del 2024 ad Agrigento tra le campagne intorno alla frazione di Villaseta, i Carabinieri del Comando provinciale hanno scoperto un arsenale ritenuto nella disponibilità della locale famiglia mafiosa che sarebbe capeggiata da Pietro Capraro, 40 anni. Armi e munizioni sono state rinvenute nella casa in campagna di Alessandro Mandracchia, 51 anni, operatore ecologico. I militari lo hanno ammanettato in flagranza di reato. In un bidone sono stati scoperti 3 revolver di vario calibro, una pistola mitragliatrice calibro 9, una penna – pistola, munizioni e una bomba a mano, resa innocua dagli artificieri intervenuti sul posto. Ebbene adesso il Tribunale, dopo l’istanza di rinvio a giudizio da parte della Procura antimafia di Palermo, ne ha disposto il processo ammettendolo al giudizio abbreviato. Mandracchia, assistito dall’avvocato Salvatore Cusumano, è imputato di detenzione illegale di armi, munizioni, ordigni esplosivi, ricettazione e utilizzo di denaro di illecita provenienza perché intercettato e bloccato dai Carabinieri il 23 novembre del 2024 lungo la strada statale 115, in territorio di Licata, in compagnia di un presunto complice, e in possesso di un sacchetto di plastica con dentro 120.000 euro in contanti divisi tra 50.000 euro in due contenitori, 40.000 euro in un altro, e 30.000 euro in una busta.

Gli spari contro il panificio

La posizione di Mandracchia, per un difetto di notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, è stata stralciata da quella di altri 54 imputati nell’ambito della maxi inchiesta sui clan di Agrigento Villaseta e di Porto Empedocle, arrestati dai Carabinieri in tre operazioni: la prima il 17 dicembre del 2024, la seconda il 13 gennaio scorso e la terza il 10 luglio, ripetuta poi il primo agosto a seguito della convalida del fermo di indiziato di delitto. Gli si contestano a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione per trafficare droga, estorsioni compiute o tentate aggravate dal metodo mafioso, danneggiamenti, detenzione di armi e riciclaggio di denaro. Requisitoria del pubblico ministero il 17 dicembre.

teleacras angelo ruoppolo

Commento all'articolo