L’inchiesta “Cuffaro”: dopo l’appello proposto dalla Procura di Palermo, il Tribunale del Riesame respinge sei proposte di misure cautelari e ne applica due.
In principio vi sono state le misure cautelari proposte dalla Procura di Palermo il 4 novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta su presunti illeciti in appalti, nomine e concorsi nella Sanità ruotante intorno a Totò Cuffaro. Poi gli interrogatori preventivi, poi la decisione del Tribunale che non è stata condivisa dalla Procura, tanto che la Procura ha impugnato tale decisione innanzi al secondo grado di valutazione delle misure cautelari, ovvero il Tribunale del Riesame. Più nel dettaglio, i pubblici ministeri hanno impugnato quanto deciso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Carmen Salustro, che, in sintesi, ha imposto gli arresti domiciliari a Totò Cuffaro, a Roberto Colletti, ex manager dell’azienda ospedaliera Villa Sofia, e ad Antonio Iacono, direttore del Trauma Center di Villa Sofia. E poi l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il segretario storico di Cuffaro, Vito Raso, e per gli imprenditori Mauro Marchese e Marco Dammone, gravati anche dalla misura cautelare interdittiva di esercitare attività imprenditoriali. La Procura non ha impugnato i provvedimenti adottati per Colletti e per Iacono. Ha proposto invece appello nei confronti di 13 non arrestati e di Cuffaro. La Procura insiste affinchè a Cuffaro sia addebitata la corruzione. Il Tribunale invece ha riqualificato tale ipotesi di reato in traffico di influenze, in riferimento all’assegnazione di un appalto bandito dall’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa e al pagamento di una somma di denaro al direttore generale del Consorzio di bonifica occidentale della Regione Sicilia, Giuseppe Tomasino, affinchè favorisse negli appalti un imprenditore di Favara, Alessandro Vetro.
Ebbene, all’esito dei primi ricorsi valutati, il ricorso della Procura di Palermo per l’applicazione di misura catelare non è stato accolto per:
Paolo Bordonaro (direttore dell’ospedale Umberto I di Siracusa),
Alessandro Caltagirone (direttore generale dell’Asp di Siracusa),
Giuseppa Di Mauro (dirigente amministrativo del provveditorato dell’Asp di Siracusa),
Paolo Emilio Russo (dirigente amministrativo del presidio ospedaliero Avola-Noto),
e per i già citati:
Mauro Marchese
Marco Dammone.
E’ stato invece accolto per Ferdinando Aiello (ex consigliere regionale ed ex parlamentare calabrese del Pd), al quale è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, e per Sergio Mazzola (imprenditore del settore delle pulizie), interdetto dall’esercizio di attività d’impresa per un anno. Nei loro confronti il Riesame ha riqualificato l’ipotesi di corruzione in traffico di influenze, così come già per Cuffaro, il cui ricorso è stato altrettanto discusso, e se ne attende l’esito.



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