Pioggia di fuoco contro Sicily by car
Una trentina di colpi di mitraglietta contro quattro mezzi all’interno di Sicily by car a Palermo. Dragotto: “Cado dalle nuvole”. Solidarietà e condanna delle Istituzioni.
A Palermo, in via San Lorenzo, come testimoniato dai video – sorveglianza estrapolati dai Carabinieri, tre persone incappucciate sono giunte a bordo di un’automobile Lancia Y10 nera rubata. I tre sono entrati dentro il deposito di Sicily by car dell’azienda di Tommaso Dragotto, e hanno sparato una trentina di colpi con due mitragliette contro quattro mezzi parcheggiati all’interno. Poi sono scappati a piedi, abbandonando l’auto in strada, appoggiandosi forse ad un altro complice in attesa in via Savagnone con un altro mezzo. Dragotto è sconvolto. E commenta: “Sono sorpreso e scioccato dall’evento, non ho minimamente idea di quale possa essere il motivo. Sono stato per due ore dai carabinieri, ho ripetuto loro le stesse cose, vale a dire che di fronte a questo evento cado dalle nuvole”. Il presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno: “Piena solidarietà all’imprenditore Dragotto e a tutti i lavoratori dell’azienda, colpiti da un atto vile che tenta di minare la serenità e la libertà dell’iniziativa economica nella nostra terra. La Sicilia non può e non deve piegarsi a logiche di intimidazione e violenza”. L’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo: “Sparare contro un’attività imprenditoriale non è solo un gesto intimidatorio: è un atto vile, un tentativo di imporre paura e di condizionare con la violenza chi lavora e produce in questa terra. A Tommaso Dragotto e a tutta la Sicily by Car va la mia piena solidarietà. Ma sia chiaro: non ci facciamo intimidire. Chi pensa di fermare lo sviluppo, l’impresa e l’azione delle istituzioni con le armi ha già perso. Questo è un fatto grave che va chiamato con il suo nome e affrontato con determinazione. Non esistono zone grigie: o si sta dalla parte della legalità o si sceglie il silenzio complice. Da parte mia, continuerò a svolgere il mio ruolo con ancora più determinazione”.
teleacras angelo ruoppolo



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