ECCO LE CARTE DELL’ATELIER MULTIMEDIALE PIETRO D’ASARO DI RACALMUTO: COSA HANNO REALIZZATO CON 215 MILA EURO?
Avrebbe dovuto essere un’attrazione avveniristica, un museo interattivo per mostrare, in maniera immersiva, l’espressività e la potenza creativa di uno dei massimi pittori del manierismo siciliano, Pietro D’Asaro, il ‘Monoculus Racalmutensis’, il Monocolo di Racalmuto, un valente pittore del Seicento che, seppure fosse cieco di un occhio, ha disseminato la Sicilia di opere pittoriche di scuola caraveggiesca. Avrebbe dovuto essere un prezioso caleidoscopio di immagini, di sonorità, di memorie storiche. Un’occasione per ripartire da una memorabile mostra dedicata a questo celebre pittore di Racalmuto, fortemente voluta ed organizzata nel 1984 da un altro illustre racalmutese, Leonardo Sciascia.
Questo Atelier era stato concepito da Giuseppe Guagliano, ex presidente del GAL (Gruppo di Azione Locale), che l’aveva fatto finanziare utilizzando duecentomila euro di fondi europei. L’idea, subito sposata dall’ex sindaco Vincenzo Maniglia, stava per materializzarsi quando, improvvisamente, si è abbattuta su di essa la mannaia della nuova Amministrazione comunale che ha stravolto tutto quanto. E’ stato cambiato il sito, utilizzando dei locali già restaurati e dirottando, non si sa dove, le somme che dovevano servire per sistemare i locali del Comune. Del percorso multimediale, lungo il quale doveva essere condotto il visitatore, in una sorta di ‘full immersion’, non se n’è fatto niente. Si tratta di un ‘contenitore vuoto’, così lo ha definito in un post su facebook il già citato ex sindaco Maniglia che intendeva realizzare quello che avrebbe dovuto essere un museo innovativo, nello storico Palazzo Municipale, l’ex convento delle Clarisse di Santa Chiara.
Ed invece cosa ha combinato il suo successore?
Se date uno sguardo agli atti relativi all’Atelier D’Asaro, ci si può renderete conto, se si riesce ad entrare, che hanno semplicemente acquistato qualche computer, qualche monitor ed alcuni arredi, il cui valore ci sembra ben al di sotto dei complessivi 215 mila euro, spesi con affidamenti diretti e con meno dell’1% di ribasso.
Uno di questi affidamenti, di oltre 100 mila euro, il più corposo, come potrete leggere negli atti ufficiali pubblicati nell’albo pretorio del Comune, di cui si allega qualche fedele e significativo stralcio relativo a questo ‘stravolto’ Atelier, è stato affidato alla Computer Point di Canicattì, con un risibile 0,997 per cento di ribasso.
Per rimodulare il progetto e spostarlo dal Municipio dove, come già detto, era inizialmente prevista la sua realizzazione, per portarlo al Castello Chiaramontano, i cui locali erano stati già sistemati con altri finanziamenti dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, si sono rivolti, a febbraio dello scorso anno, ad una professionista esterna, pagandola con una somma aggiuntiva di 15.000 euro, prelevata dal bilancio comunale. Nella rimodulazione hanno previsto di spendere, a quel punto, soltanto 39 mila euro per opere murarie. Quest’altro appalto, sempre con affidamento diretto, è stato gestito da un’impresa di Racalmuto, alla quale peraltro hanno dovuto pignorare oltre 20 mila euro delle somme erogate, per un debito con l’agenzia delle entrate.
Anche in questo caso l’attuale sindaco e la sua giunta sembra che siano andati a scuola di Mandrake. I soldi appaiono e scompaiono in un batter d’occhio. Si perdono regolarmente, come si suole dire, tra i meandri della burocrazia. Si tratta di scelte completamente sbagliate ed a volte anche devastanti, che potrebbero comportare anche dei possibili danni erariali. È già capitato con la manutenzione farlocca di un campetto di calcetto costata, in maniera spropositata, più di centomila euro, solo per sostituire mezza rete di recinzione ed un tappeto in erba sintetica. Sta ancora capitando con un asilo nido, il cui ampliamento sta costando 640 mila euro. Intervento che ha comportato lo spostamento della biblioteca comunale in dei locali privati, presi in affitto, al costo di oltre mille euro al mese e sistemati a spese del Comune. E dire che tale asilo si poteva realizzare in un’area, peraltro abbandonata e piena di sterpaglie, ed a rischio di incendio, che si trova vicino al mercato settimanale, in contrada Piedi Zichi. Area peraltro prevista nel piano regolatore generale.
C’era pure il relativo progetto per realizzarlo.
Ed invece si è preferito fare altre scelte, sicuramente più costose e che stanno provocando notevoli disagi.
Anche per realizzare una mensa scolastica l’attuale Amministrazione Comunale non si è risparmiata in termini di devastazione. Stanno spendendo 300 mila euro, distruggendo alcune aule scolastiche nello storico plesso delle scuole elementari Generale Macaluso. Avevano la possibilità di realizzare una mensa ex novo, anche in questo caso avevano a disposizione un’area a fianco agli edifici esistenti che ha l’idonea destinazione urbanistica.
Ma la carrellata di scelte discutibili, scellerate e meritevoli di ben altre attenzioni, partorite dall’attuale Giunta comunale, non finiscono qua.
Basterebbe soltanto dare un’ulteriore occhiata a tutti quanti i lavori pubblici ed allo stato di abbandono di quasi tutti gli impianti sportivi, dallo stadio al palazzetto dello sport, alla piscina comunale ed a tutte quante le strutture pubbliche, per rendersene conto.
Ma questa è un’altra storia o, se si preferisce, sempre la stessa storia, fatta di degrado e, nella migliore delle ipotesi, di approssimazione, inefficienza, incapacità o, peggio ancora, di pessima ed opaca gestione della cosa pubblica.
Il capogruppo dell’opposizione al Consiglio Comunale di Racalmuto Salvatore Petrotto


