Agrigento, città dei cantieri: per muoversi serve un drone (o tanta pazienza)

AGRIGENTO – Altro che traffico urbano: qui siamo ormai alla prova generale per la mobilità del futuro. Solo che, invece delle auto elettriche e delle smart road, ad Agrigento il vero salto tecnologico sembra essere uno solo: la macchina volante. O, in alternativa, un buon drone con autonomia estesa.

Tra buche degne di un percorso off-road, semafori temporanei spuntati come funghi e cantieri disseminati in ogni angolo, attraversare la città è diventata un’esperienza che oscilla tra il videogioco di sopravvivenza e la prova di resistenza psicologica. Ogni strada è una sorpresa, ogni svolta una scommessa.

C’è chi parte da casa con largo anticipo, non per prudenza ma per spirito di adattamento: “Non so che strada troverò oggi”, è ormai il mantra quotidiano. E in effetti pianificare un tragitto è diventato quasi inutile. Il navigatore può suggerire, ma è la realtà dei lavori in corso a decidere.

I semafori provvisori, poi, meritano una menzione speciale. Posizionati strategicamente nei punti più impensabili, regolano il traffico con tempi che sembrano studiati per testare la pazienza umana. Rosso interminabile, verde fugace: una coreografia che ormai i cittadini conoscono fin troppo bene.

Nel frattempo, le buche si moltiplicano e assumono dimensioni sempre più ambiziose. Alcune, dicono i più ironici, potrebbero essere inserite nei percorsi turistici: “La Valle dei Templi è storia, le strade sono preistoria”.

E mentre i lavori avanzano (a tratti visibilmente, a tratti con più discrezione), cresce anche la stanchezza dei cittadini. Non tanto per i cantieri in sé – necessari, certo – ma per la sensazione di una città perennemente in transizione, dove muoversi è diventato complicato anche per le commissioni più semplici.

Così, tra una deviazione e l’altra, qualcuno inizia a guardare il cielo con interesse. Perché, in fondo, la soluzione potrebbe essere proprio lì: meno asfalto, più aria. In attesa che arrivi la tecnologia giusta, però, resta una sola certezza: ad Agrigento, per spostarsi, serve più pazienza che benzina.