“Inchiesta corruzione Armao”: le contestazioni di reato
Altri dettagli nell’ambito dell’inchiesta per corruzione della Procura di Palermo in cui è indagato anche l’ex vice presidente della Regione, Armao.
Altri dettagli nell’ambito dell’inchiesta per corruzione della Procura di Palermo in cui tra gli altri è indagato anche l’ex vice presidente della Regione ed ex assessore regionale Gaetano Armao, presidente, fino allo scorso 9 agosto, della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali. La società agrigentina Seap ha presentato un progetto per l’installazione ad Aragona di una piattaforma per la selezione dei rifiuti e la produzione di biometano e compost. Il 13 dicembre del 2025 Armao avrebbe ricevuto denaro contante dall’avvocato Pierluigi Matta, intermediario per la società agrigentina, in cambio dell’individuazione dei funzionari da destinare all’istruttoria necessaria per la concessione della Valutazione di impatto ambientale. Altra contestazione coinvolge le società C.V.A. Eos Srl e C.V.A. Spa. Armao, insieme all’avvocato Matta e agli imprenditori Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile, avrebbe utilizzato un contratto di consulenza da 147.494 euro, non intestata a lui, per mascherare una presunta tangente. In cambio avrebbe favorito i rapporti delle due società con i vertici dei Dipartimenti regionali Ambiente ed Energia, partecipando a incontri con gli imprenditori e intervenendo sulla programmazione dei procedimenti e sull’individuazione dei responsabili delle pratiche. E poi: Armao avrebbe ricevuto 6.000 euro, attraverso un bonifico con una causale ritenuta fittizia, come presunta consulenza per un programma sulle cure palliative e la terapia del dolore. In tal caso sono indagati anche l’avvocato Matta e Luigi Zancla, presidente della Samo Onlus. In cambio del denaro Armao sarebbe intervenuto sull’allora dirigente generale della Pianificazione strategica della Sanità, Salvatore Iacolino, non indagato, per evitare l’attuazione di provvedimenti sull’ampliamento degli accreditamenti degli operatori sanitari per l’assistenza domiciliare. E poi: il deputato regionale Giuseppe Lombardo avrebbe favorito Samo e Samot Onlus, presiedute rispettivamente da Luigi Zancla e Mario Lupo, in cambio dell’assunzione di Domenica Spartà, consigliere comunale di Gravina di Catania, non indagata. Lombardo, come componente della Commissione Sanità all’Assemblea Regionale, avrebbe sostenuto un emendamento favorevole alle due società, Samo e Samot, impegnate nelle cure palliative e terapia del dolore. Tra gli indagati vi è anche Veruska Costanzo, collaboratrice di Samo e Samot. Ricapitolando, i nove indagati, in pendenza di misure cautelari, tra cui l’arresto per Armao, previo interrogatori preventivi dal 12 ottobre, sono:
Gaetano Armao, 64 anni, di Palermo – avvocato, ex vicepresidente della Regione.
Giuseppe Argirò, 57 anni, di Ventimiglia – manager, ex amministratore delegato di CVA Spa.
Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo, 54 anni, di Catania – collaboratrice di Samo e Samot.
Giuseppe Geremia Lombardo, 44 anni, di Catania – deputato regionale Mpa.
Mario Lupo, 64 anni, di Palermo – presidente Samot Onlus.
Marco Malacarne Gentile, 46 anni, di Aosta – amministratore delegato di CVA Eos Srl.
Pietro Luigi Matta, 70 anni, di Palermo – avvocato.
Sergio Vella, 57 anni, di Agrigento – imprenditore.
Luigi Zancla, 83 anni, di Castroreale – presidente Samo Onlus.
teleacrasangelo ruoppolo



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